Portare migliaia di utenti sul sito ufficiale di un hotel attraverso Google Ads, campagne metasearch, attività SEO, newsletter e contenuti social rappresenta soltanto la prima metà del lavoro.

La seconda, spesso trascurata, consiste nel trasformare quel traffico in prenotazioni dirette.

Il momento decisivo non si verifica sulla homepage, sulla pagina delle camere o nella sezione dedicata alla destinazione. Si verifica quando il potenziale ospite inserisce le date, verifica la disponibilità, confronta le tariffe e deve decidere se completare la prenotazione sul sito ufficiale oppure tornare su Booking.com, Expedia o un altro intermediario.

È qui che entra in gioco il conversion rate del booking engine, uno degli indicatori più importanti per misurare l’efficienza commerciale dell’intero ecosistema digitale dell’hotel.

Un sito può essere elegante, ricevere traffico e generare migliaia di visualizzazioni, ma se il motore di prenotazione è lento, poco trasparente o difficile da utilizzare, una parte significativa dell’investimento pubblicitario finirà per alimentare le OTA.

La conversione non è quindi un semplice indicatore di marketing. È una variabile economica che influenza:

  • il costo di acquisizione della clientela;

  • la quota di prenotazioni dirette;

  • l’incidenza delle commissioni OTA;

  • il margine netto per camera;

  • la disponibilità dei dati degli ospiti;

  • il valore complessivo dell’azienda alberghiera.

Che cos’è il conversion rate del booking engine

Il conversion rate indica la percentuale di utenti che, dopo essere entrati nel motore di prenotazione, completano effettivamente una prenotazione.

La formula di base è:

Conversion rate del booking engine (%) = Numero di prenotazioni concluse ÷ Numero di sessioni entrate nel booking engine × 100

Esempio:

  • 5.000 sessioni entrano nel booking engine;

  • 350 sessioni generano una prenotazione;

  • il conversion rate è pari al 7%.

350 ÷ 5.000 × 100 = 7%

Il calcolo sembra semplice. La difficoltà reale consiste nello stabilire con precisione quali sessioni inserire al denominatore e nel verificare che il tracciamento non perda utenti durante il passaggio dal sito al booking engine.

Conversion rate del sito e conversion rate del booking engine non sono la stessa cosa

Uno degli errori più frequenti consiste nel confondere due indicatori diversi.

Conversion rate complessivo del sito

Misura quante prenotazioni vengono generate rispetto alle sessioni complessive del sito ufficiale:

Prenotazioni ÷ Sessioni qualificate del sito × 100

Nel denominatore possono rientrare anche utenti che visitano:

  • il ristorante;

  • la pagina “Lavora con noi”;

  • la sezione meeting;

  • il blog;

  • la pagina contatti;

  • le informazioni sulla destinazione;

  • i servizi accessori.

Non tutti questi utenti hanno un’intenzione immediata di prenotazione.

Conversion rate del booking engine

Misura invece il comportamento degli utenti che hanno già compiuto un’azione commerciale precisa: hanno selezionato le date oppure sono entrati nel sistema di prenotazione.

Prenotazioni ÷ Sessioni entrate nel booking engine × 100

Questi utenti manifestano un’intenzione d’acquisto molto più elevata. Di conseguenza, il conversion rate del booking engine dovrebbe essere sensibilmente superiore a quello complessivo del sito.

Confrontare il 2% di conversione dell’intero sito di un hotel con il 10% registrato all’interno del booking engine significa confrontare due metriche costruite su denominatori differenti.

Come misurare correttamente il conversion rate con GA4

Una misurazione affidabile richiede che Google Analytics 4 riconosca correttamente l’intero percorso dell’utente, dal sito ufficiale alla pagina di conferma della prenotazione.

L’evento purchase deve essere attivato soltanto dopo la conclusione effettiva della transazione e dovrebbe trasmettere almeno:

  • identificativo univoco della prenotazione;

  • valore della transazione;

  • valuta;

  • tipologia di camera;

  • tariffa selezionata;

  • numero di notti;

  • eventuali servizi aggiuntivi.

Google raccomanda l’utilizzo degli eventi e-commerce con i relativi parametri per misurare correttamente acquisti e ricavi. L’evento può inoltre essere contrassegnato come evento chiave per analizzare quanti utenti completano l’azione e quali canali contribuiscono al risultato.

Quando il booking engine risiede su un dominio diverso da quello dell’hotel, deve essere configurata anche la misurazione cross-domain. Senza questa impostazione, Analytics potrebbe interpretare il passaggio tra sito e motore come l’inizio di una nuova sessione, alterando attribuzione, sorgente e tasso di conversione.

Un sistema di tracciamento professionale dovrebbe rilevare almeno questi eventi:

  1. visualizzazione del sito;

  2. apertura del calendario;

  3. selezione delle date;

  4. avvio della ricerca;

  5. visualizzazione delle camere disponibili;

  6. selezione della camera;

  7. selezione della tariffa;

  8. inserimento dei dati personali;

  9. inserimento del metodo di pagamento;

  10. prenotazione completata.

In questo modo non si misura soltanto il risultato finale, ma si individua il punto esatto nel quale gli utenti abbandonano il processo.

Qual è un buon conversion rate per un booking engine?

Non esiste un benchmark universale valido per tutti gli hotel.

Il dato dipende da:

  • notorietà del brand;

  • destinazione;

  • segmento leisure o business;

  • quota di traffico mobile;

  • provenienza geografica degli utenti;

  • competitività della tariffa diretta;

  • stagionalità;

  • durata media del soggiorno;

  • qualità delle campagne;

  • politiche di cancellazione;

  • reputazione dell’hotel;

  • quantità di traffico informativo presente sul sito.

Le rilevazioni disponibili mostrano inoltre quanto sia importante distinguere il denominatore. Alcuni benchmark indicano per l’intero sito alberghiero intervalli orientativi compresi tra l’1,5% e il 4%, mentre le sessioni che raggiungono effettivamente il booking engine possono esprimere tassi indicativi dell’8-15%. Questi numeri non costituiscono una legge di mercato, ma confermano che non si possono confrontare conversioni calcolate su fasi differenti del funnel.

Benchmark orientativi del sito ufficiale

Calcolando le prenotazioni rispetto alle sessioni qualificate dell’intero sito:

  • meno dello 0,8%: situazione critica o traffico scarsamente qualificato;

  • tra lo 0,8% e l’1,5%: performance debole;

  • tra l’1,5% e il 3%: risultato generalmente soddisfacente;

  • oltre il 3%: performance molto positiva;

  • oltre il 4%: risultato eccellente, da verificare comunque per dispositivo e sorgente.

Benchmark orientativi del booking engine

Calcolando le prenotazioni rispetto alle sessioni realmente entrate nel motore:

  • meno del 5%: probabili problemi tecnici, commerciali o di tracciamento;

  • tra il 5% e l’8%: sistema funzionante ma migliorabile;

  • tra l’8% e il 15%: performance solida;

  • oltre il 15%: risultato molto elevato, spesso associato a traffico fortemente qualificato, brand demand o clientela abituale.

Queste soglie devono essere lette come riferimenti operativi, non come valori assoluti.

Un resort leisure con soggiorni costosi e lunghi può avere un percorso decisionale più complesso rispetto a un business hotel vicino a un aeroporto. Allo stesso modo, una campagna sul nome dell’hotel convertirà normalmente più di una campagna generica rivolta a utenti che stanno ancora scegliendo la destinazione.

Il benchmark più utile resta quindi quello costruito confrontando:

  • lo stesso hotel nel tempo;

  • mobile e desktop;

  • Italia e mercati esteri;

  • traffico organico, paid, metasearch, email e direct;

  • nuovi utenti e clienti abituali;

  • periodi di alta e bassa domanda.

Quanto vale economicamente un punto di conversione

Il conversion rate deve essere tradotto in fatturato e margine.

Supponiamo che un hotel generi ogni mese:

  • 10.000 sessioni qualificate sul sito;

  • conversion rate dell’1,5%;

  • 150 prenotazioni dirette;

  • valore medio di ogni prenotazione pari a 500 euro.

Il fatturato diretto generato è pari a:

150 × 500 euro = 75.000 euro

Portando il conversion rate dall’1,5% al 2,2%, a parità di traffico, le prenotazioni diventerebbero 220:

220 × 500 euro = 110.000 euro

L’incremento sarebbe pari a:

35.000 euro al mese, senza acquistare una sola visita aggiuntiva.

Questo esempio dimostra perché spesso sia più conveniente migliorare il booking engine prima di aumentare il budget pubblicitario.

Comprare nuovo traffico per inviarlo verso un sistema che non converte significa moltiplicare le inefficienze. Migliorare la conversione, invece, aumenta il rendimento di SEO, Google Ads, metasearch, social media, email marketing e attività di brand awareness già esistenti.

Perché la conversione incide sul valore dell’hotel

La prenotazione diretta non produce soltanto una possibile riduzione dei costi di distribuzione. Consente anche all’hotel di:

  • controllare maggiormente la relazione con il cliente;

  • acquisire dati di prima parte;

  • proporre upselling e servizi accessori;

  • personalizzare le comunicazioni;

  • sviluppare programmi di fidelizzazione;

  • ridurre la dipendenza da piattaforme esterne;

  • costruire un patrimonio informativo riutilizzabile.

Le rilevazioni internazionali di SiteMinder hanno indicato che, in diversi mercati, il valore medio delle prenotazioni generate dal sito ufficiale può risultare sensibilmente superiore a quello prodotto da altri canali, anche per effetto di soggiorni più lunghi, camere di categoria superiore e acquisti aggiuntivi.

La capacità di generare domanda diretta influenza quindi la qualità del fatturato e la marginalità operativa.

Su InvestimentiAlberghieri.it l’efficienza commerciale viene analizzata anche dal punto di vista della valorizzazione degli asset. Un hotel capace di produrre ricavi diretti, controllare i costi di acquisizione e conservare i dati della clientela presenta normalmente una struttura distributiva più difendibile.

Allo stesso modo, Investhotel.it affronta le operazioni alberghiere considerando non soltanto immobile e fatturato, ma anche sostenibilità gestionale, posizionamento, capacità di generare cassa e qualità dei canali di vendita.

Come approfondito nelle guide manageriali di RobertoNecci.it, il dato veramente rilevante non è quanto fatturato entra, ma quale margine rimane dopo commissioni, costi pubblicitari, fee tecnologiche, sconti e costi operativi.

Nelle gestioni operative raccontate attraverso NecciHotels.it, marketing, revenue management, distribuzione e controllo di gestione non vengono considerati compartimenti separati. Devono lavorare sul medesimo obiettivo: aumentare il rendimento netto di ogni camera disponibile.

Le 12 leve per aumentare il conversion rate del booking engine

1. Costruire un tracciamento completo del funnel

Prima di modificare colori, fotografie o testi bisogna sapere dove si verifica la perdita.

L’hotel deve misurare:

  • quante persone aprono il booking engine;

  • quante inseriscono le date;

  • quante ricevono disponibilità;

  • quante selezionano una camera;

  • quante arrivano al pagamento;

  • quante completano la prenotazione.

Se mille utenti entrano nel motore, ma soltanto trecento visualizzano una camera disponibile, il problema potrebbe essere legato a inventario, restrizioni o date chiuse.

Se settecento utenti selezionano una camera ma soltanto cento arrivano al pagamento, la criticità potrebbe riguardare prezzi, politiche o chiarezza dell’offerta.

Senza una funnel analysis si rischia di intervenire sul punto sbagliato.

2. Progettare realmente per lo smartphone

Mobile-first non significa rendere il booking engine semplicemente visibile su uno schermo piccolo.

Significa progettare l’esperienza partendo dal pollice dell’utente:

  • calendario facile da utilizzare;

  • pulsanti ampi;

  • testi leggibili;

  • nessun pop-up invasivo;

  • campi compilabili automaticamente;

  • tastiera coerente con il dato richiesto;

  • riepilogo della prenotazione sempre accessibile;

  • pagamento completabile senza ingrandire la schermata.

Il test deve essere effettuato su dispositivi reali, non soltanto attraverso l’anteprima desktop del browser.

Particolare attenzione deve essere riservata a cookie banner, chatbot, widget promozionali e comparatori di prezzo. Se tutti questi elementi occupano contemporaneamente lo schermo, il pulsante di prenotazione può diventare quasi inutilizzabile.

3. Ridurre i tempi di caricamento

Ogni passaggio dal sito al booking engine introduce il rischio di un rallentamento.

Google considera i Core Web Vitals indicatori dell’esperienza reale dell’utente. Tra i valori raccomandati figurano un Largest Contentful Paint entro 2,5 secondi, un’Interaction to Next Paint inferiore a 200 millisecondi e un Cumulative Layout Shift inferiore a 0,1.

Occorre quindi verificare:

  • peso delle fotografie;

  • script di terze parti;

  • caricamento dei font;

  • cookie manager;

  • widget esterni;

  • performance del server;

  • velocità del booking engine;

  • stabilità degli elementi durante il caricamento.

Non basta che la homepage sia veloce. Deve esserlo anche la pagina nella quale l’utente sta per inserire i dati della carta.

4. Eliminare la frattura visiva tra sito e motore

Quando l’utente clicca su “Prenota” non dovrebbe avere la sensazione di essere stato trasferito su un sito sconosciuto.

Il booking engine deve mantenere:

  • logo;

  • colori;

  • font;

  • tono di voce;

  • qualità delle immagini;

  • navigazione coerente;

  • dominio riconoscibile;

  • riferimenti di contatto dell’hotel.

Una discontinuità visiva improvvisa genera insicurezza proprio nel momento più delicato della transazione.

L’utente potrebbe chiedersi se la pagina sia autentica, se il pagamento sia sicuro o se la prenotazione venga realmente gestita dall’hotel.

5. Semplificare ricerca e checkout

Ogni campo inutile aumenta la possibilità di abbandono.

Per completare una prenotazione alberghiera dovrebbero essere richiesti soltanto i dati indispensabili. Informazioni accessorie, preferenze e richieste particolari possono essere raccolte dopo la conferma oppure durante la fase pre-stay.

Il checkout deve:

  • indicare chiaramente il numero dei passaggi;

  • conservare i dati già inseriti;

  • segnalare immediatamente eventuali errori;

  • non obbligare a creare un account;

  • consentire la prenotazione come ospite;

  • evitare richieste ridondanti;

  • mostrare sempre prezzo finale e condizioni.

L’utente non deve essere costretto a ricominciare il processo perché ha dimenticato un campo o ha utilizzato un formato telefonico diverso.

6. Mostrare il prezzo finale con assoluta trasparenza

Uno dei modi più rapidi per perdere una prenotazione è mostrare un prezzo iniziale e modificarlo durante il checkout.

Tasse, supplementi, fee obbligatorie e condizioni devono essere comprensibili fin dalle prime schermate.

La trasparenza deve riguardare anche:

  • IVA;

  • imposta di soggiorno;

  • costi per bambini;

  • supplementi per occupazione;

  • parcheggio;

  • colazione;

  • deposito;

  • preautorizzazione;

  • modalità e tempi di pagamento.

Il prezzo non deve essere soltanto competitivo. Deve essere credibile.

Una tariffa apparentemente conveniente che aumenta nell’ultima schermata genera frustrazione e spinge l’utente a riaprire il confronto sulle OTA.

7. Difendere la competitività della tariffa diretta

Il miglior booking engine del mondo non può compensare una tariffa strutturalmente meno conveniente di quella visibile sugli intermediari.

L’hotel deve verificare quotidianamente:

  • prezzo finale sul sito;

  • prezzo finale sulle OTA;

  • eventuali sconti mobile;

  • programmi loyalty degli intermediari;

  • differenze nelle condizioni;

  • inclusione o esclusione della colazione;

  • disponibilità delle camere;

  • politiche di cancellazione.

La convenienza diretta può essere espressa attraverso un prezzo inferiore oppure attraverso un’offerta complessivamente migliore.

Un widget di confronto può aiutare, ma deve mostrare dati corretti e aggiornati. Se il comparatore dichiara “miglior prezzo garantito” mentre l’OTA risulta più conveniente, il danno alla fiducia può essere superiore al vantaggio promozionale.

8. Offrire vantaggi diretti concreti

L’utente non prenota direttamente per fare un favore all’hotel.

Deve percepire un vantaggio immediato e comprensibile, come:

  • colazione inclusa;

  • parcheggio gratuito;

  • welcome drink;

  • upgrade soggetto a disponibilità;

  • early check-in;

  • late check-out;

  • cancellazione più flessibile;

  • credito da spendere in hotel;

  • accesso prioritario a servizi o camere;

  • assistenza diretta prima del soggiorno.

Il benefit deve avere un valore percepito elevato e un costo industriale sostenibile.

Uno sconto indiscriminato riduce il ricavo. Un vantaggio ben progettato può aumentare la conversione preservando ADR e posizionamento.

9. Costruire un’architettura dell’offerta comprensibile

Troppe camere, tariffe e pacchetti generano paralisi decisionale.

Se l’utente incontra:

  • sette categorie di camera quasi identiche;

  • quattro trattamenti;

  • cinque politiche di cancellazione;

  • tre pacchetti;

  • opzioni con denominazioni poco chiare;

potrebbe non riuscire a capire quale soluzione scegliere.

Le categorie devono essere realmente differenziate per:

  • dimensione;

  • occupazione;

  • vista;

  • dotazioni;

  • piano;

  • balcone o terrazza;

  • servizi inclusi;

  • pubblico di riferimento.

Anche le tariffe devono seguire una gerarchia leggibile: flessibile, semi-flessibile, non rimborsabile, soggiorno lungo o pacchetto.

L’obiettivo non è mostrare tutto ciò che il sistema può vendere, ma aiutare l’ospite a prendere una decisione.

10. Utilizzare contenuti capaci di vendere la camera

Nel booking engine non bastano il nome della camera e il numero dei metri quadrati.

Ogni sistemazione dovrebbe essere presentata con:

  • immagini professionali;

  • fotografia del bagno;

  • configurazione dei letti;

  • metratura;

  • capienza;

  • vista;

  • servizi principali;

  • eventuali limitazioni;

  • planimetria, quando utile;

  • elementi distintivi.

Le fotografie devono essere coerenti con la camera realmente prenotata. Utilizzare la stessa immagine per categorie differenti può generare aspettative sbagliate e successive contestazioni.

Il testo deve rispondere alla domanda dell’utente: perché dovrei scegliere questa camera invece dell’altra?

11. Ridurre il rischio percepito con fiducia e flessibilità

La prenotazione viene conclusa quando il valore percepito supera contemporaneamente prezzo, rischio e incertezza.

Per rassicurare l’utente possono essere utilizzati:

  • recensioni verificate;

  • punteggio medio;

  • numero delle recensioni;

  • certificazioni di pagamento;

  • recapiti diretti;

  • condizioni sintetiche e leggibili;

  • conferma immediata;

  • assistenza via telefono o WhatsApp;

  • politiche di cancellazione comprensibili.

La scarsità può essere efficace soltanto quando è reale.

Messaggi come “ultima camera disponibile” o “altre persone stanno guardando questa soluzione” non devono trasformarsi in pressioni artificiali. Un utilizzo eccessivo dell’urgenza riduce l’autorevolezza del brand e avvicina il sito ufficiale alle dinamiche più aggressive delle piattaforme.

12. Ampliare i pagamenti e sperimentare continuamente

Il pagamento rappresenta l’ultimo ostacolo prima della conversione.

Il booking engine dovrebbe valutare, in funzione dei mercati serviti:

  • carte di credito e debito;

  • Apple Pay;

  • Google Pay;

  • PayPal;

  • sistemi locali;

  • pagamento in hotel;

  • deposito parziale;

  • pagamento dilazionato;

  • autenticazione 3D Secure fluida;

  • valute differenti.

La disponibilità di metodi locali e flessibili può ridurre l’attrito, soprattutto per la clientela internazionale e mobile. Le piattaforme tecnologiche del settore stanno infatti ampliando le integrazioni con wallet digitali e sistemi alternativi di pagamento.

Ogni modifica deve però essere verificata attraverso test controllati.

È possibile sperimentare:

  • posizione del pulsante “Prenota”;

  • testo della call to action;

  • disposizione delle tariffe;

  • presentazione dei benefit;

  • fotografie;

  • policy;

  • configurazione delle camere;

  • messaggi di disponibilità;

  • modalità di pagamento.

Il miglioramento del conversion rate non nasce da un restyling isolato. Nasce da un processo continuo di misurazione, sperimentazione e correzione.

I KPI da affiancare al conversion rate

Il conversion rate, osservato da solo, può indurre a prendere decisioni sbagliate.

Una tariffa estremamente bassa potrebbe aumentare le prenotazioni e contemporaneamente ridurre il margine.

Per questo deve essere letto insieme ad altri indicatori:

  • valore medio della prenotazione;

  • ADR diretto;

  • durata media del soggiorno;

  • ricavo per sessione;

  • costo per prenotazione;

  • costo per acquisizione;

  • ritorno sulla spesa pubblicitaria;

  • percentuale di cancellazione;

  • quota di prenotazioni mobile;

  • incidenza del canale diretto;

  • ricavi da servizi aggiuntivi;

  • margine netto della prenotazione.

Ricavo per sessione

Un indicatore particolarmente utile è il ricavo generato da ogni sessione:

Ricavo per sessione = Fatturato diretto ÷ Sessioni

Il conversion rate potrebbe aumentare a seguito di una forte riduzione delle tariffe. Il ricavo per sessione permette di capire se la nuova strategia sta generando valore oppure soltanto più prenotazioni a prezzi inferiori.

Costo per prenotazione diretta

La prenotazione diretta non è automaticamente gratuita.

Il suo costo può comprendere:

  • campagne Google Ads;

  • metasearch;

  • fee del booking engine;

  • commissioni del payment gateway;

  • software;

  • agenzia;

  • produzione dei contenuti;

  • CRM;

  • attività promozionali.

Il confronto corretto non è quindi tra “OTA costosa” e “sito gratuito”, ma tra il costo complessivo dei diversi canali e il margine netto prodotto da ciascuno.

Gli errori che impediscono al booking engine di convertire

Tra le criticità più frequenti si trovano:

  • tracciamento incompleto;

  • dominio esterno non configurato;

  • lentezza su mobile;

  • assenza di camere per restrizioni errate;

  • prezzo più alto delle OTA;

  • troppe tariffe;

  • condizioni illeggibili;

  • fotografie insufficienti;

  • impossibilità di pagare con wallet digitali;

  • obbligo di creare un account;

  • errori durante l’autenticazione della carta;

  • traduzioni automatiche di bassa qualità;

  • valuta non coerente con il mercato;

  • promozioni non applicate;

  • codici sconto difficili da utilizzare;

  • mancanza di assistenza;

  • conferme di prenotazione poco chiare.

Molti hotel tentano di compensare queste inefficienze aumentando il budget delle campagne. Ma più traffico non risolve un funnel difettoso: ne aumenta soltanto il costo.

La conversione è una responsabilità condivisa

Il conversion rate non dipende esclusivamente dal web designer o dal fornitore del booking engine.

È il risultato dell’interazione tra:

  • marketing;

  • revenue management;

  • distribuzione;

  • IT;

  • front office;

  • amministrazione;

  • reputazione;

  • qualità del prodotto;

  • strategia tariffaria.

Il marketing può portare l’utente giusto, ma non può compensare una tariffa fuori mercato.

Il revenue manager può proporre il prezzo corretto, ma non può correggere un checkout inutilizzabile.

Il booking engine può essere tecnicamente efficiente, ma non può sostituire fotografie scadenti, benefit irrilevanti o una reputazione debole.

Per questo l’ottimizzazione deve essere guidata da una visione integrata della commercializzazione alberghiera.

Quanto potrebbe guadagnare il tuo hotel migliorando il booking engine?

La domanda corretta non è quanto costa migliorare il sistema.

La domanda è:

quanto fatturato e quanto margine sta perdendo oggi l’hotel a causa di un booking engine che non converte?

Ogni mese trascorso con:

  • errori di tracciamento;

  • prezzi incoerenti;

  • checkout lento;

  • offerta confusa;

  • scarsa usabilità mobile;

  • metodi di pagamento insufficienti;

produce prenotazioni perse, commissioni evitabili e budget pubblicitario sprecato.

Trasforma il booking engine in uno strumento di vendita

HotelMarketingLab.it analizza l’intero percorso commerciale del sito ufficiale, dalla sorgente del traffico alla conferma della prenotazione.

L’audit può comprendere:

  • verifica tecnica di GA4 e Google Tag Manager;

  • controllo del tracciamento cross-domain;

  • analisi del funnel di prenotazione;

  • valutazione mobile e desktop;

  • verifica della velocità;

  • analisi della competitività tariffaria;

  • confronto con le OTA;

  • controllo delle politiche;

  • revisione di camere, tariffe e pacchetti;

  • analisi dei metodi di pagamento;

  • individuazione dei punti di abbandono;

  • piano operativo per aumentare conversioni e ricavo diretto.

Smetti di comprare traffico per regalarlo alle OTA

Ogni euro investito in advertising perde valore quando l’utente arriva su un motore lento, confuso o meno conveniente delle piattaforme.

Ogni prenotazione abbandonata può trasformarsi in:

  • una camera invenduta;

  • una prenotazione conclusa su un’OTA;

  • una commissione che l’hotel avrebbe potuto evitare;

  • un cliente di cui non controllerà pienamente dati e relazione.

Non aumentare ancora il budget pubblicitario prima di sapere dove si interrompe il tuo processo di vendita.

Entra in HotelMarketingLab.it e richiedi un audit completo del booking engine.

Scrivi ora a info@hotelmarketinglab.it.

Analizzeremo numeri, percorso di prenotazione, prezzi, contenuti, pagamenti e criticità tecniche per individuare quanto fatturato diretto il tuo hotel sta lasciando ogni mese alle OTA.


FAQ:

Come si calcola il conversion rate di un booking engine?
Si divide il numero delle prenotazioni concluse per il numero delle sessioni entrate nel booking engine e si moltiplica il risultato per 100.

Qual è un buon conversion rate per il sito di un hotel?
Per il sito complessivo, un risultato tra l’1,5% e il 3% può essere considerato soddisfacente. Il dato deve però essere segmentato per sorgente, dispositivo, mercato e tipologia di hotel.

Qual è un buon conversion rate del booking engine?
Considerando soltanto le sessioni entrate nel motore di prenotazione, un intervallo orientativo tra l’8% e il 15% può indicare una performance solida. Il benchmark varia in funzione della qualità del traffico e del metodo di misurazione.

Perché gli utenti abbandonano il booking engine?
Le cause più frequenti sono lentezza, prezzo meno conveniente delle OTA, fee inattese, troppe opzioni, checkout complesso, scarsa usabilità mobile, condizioni poco chiare e metodi di pagamento insufficienti.

Come si aumenta il tasso di conversione di un hotel?
Occorre intervenire su velocità, mobile experience, competitività tariffaria, trasparenza, contenuti delle camere, benefit diretti, checkout, pagamenti, reputazione e misurazione del funnel.

Il booking engine deve essere collegato a Google Analytics 4?
Sì. Deve trasmettere correttamente eventi, valore delle transazioni e prenotazioni concluse. Quando risiede su un dominio esterno, è necessario configurare anche il tracciamento cross-domain.


Il tuo sito riceve visite ma produce poche prenotazioni? Richiedi un audit tecnico e commerciale del booking engine su HotelMarketingLab.it oppure scrivi immediatamente a info@hotelmarketinglab.it.