Un CRM per hotel consente di trasformare i dati degli ospiti in prenotazioni dirette, upselling e fidelizzazione. La guida spiega come raccogliere le informazioni, segmentare il database, integrare CRM e PMS e misurare i ricavi generati dalle campagne.
Nel mercato alberghiero contemporaneo, una delle risorse più importanti di una struttura ricettiva non è visibile nelle camere, negli arredi o negli spazi comuni. È contenuta nei dati prodotti dagli ospiti prima, durante e dopo il soggiorno.
Nomi, indirizzi e-mail, preferenze, frequenza di soggiorno, motivazioni di viaggio, servizi acquistati, valore della prenotazione e comportamento sul sito costituiscono un patrimonio informativo che molti hotel continuano a utilizzare solo in minima parte.
Nella maggioranza delle strutture indipendenti, i dati vengono ancora raccolti esclusivamente per completare il check-in, emettere la fattura o adempiere agli obblighi amministrativi. Rimangono poi dispersi tra PMS, booking engine, fogli Excel, newsletter, piattaforme Wi-Fi, gestionale del ristorante e account delle OTA.
Il risultato è paradossale: l’hotel ospita il cliente, sostiene i costi operativi del soggiorno e costruisce la relazione, ma spesso non possiede una conoscenza organizzata dell’ospite sufficiente per riportarlo direttamente in struttura.
Un CRM per hotel serve precisamente a risolvere questo problema.
Non è soltanto un software per inviare newsletter. È un sistema strategico attraverso il quale l’hotel raccoglie, organizza, segmenta e utilizza i dati dei clienti con quattro obiettivi principali:
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aumentare le prenotazioni dirette;
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ridurre la dipendenza dalle OTA;
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incrementare il valore economico di ogni ospite;
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costruire una relazione continuativa con il cliente.
Implementare correttamente un CRM significa trasformare informazioni frammentate in decisioni commerciali, campagne automatiche e ricavi misurabili.
Che cos’è un CRM alberghiero
CRM è l’acronimo di Customer Relationship Management, cioè gestione della relazione con il cliente.
Nel settore alberghiero, il CRM è la piattaforma che centralizza le informazioni provenienti dai diversi punti di contatto tra l’ospite e la struttura:
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sito web;
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booking engine;
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PMS;
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e-mail;
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telefono;
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Wi-Fi;
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ristorante;
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SPA;
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concierge;
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questionari di soddisfazione;
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campagne pubblicitarie;
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storico delle prenotazioni.
L’obiettivo non è semplicemente archiviare dati, ma creare una visione unica dell’ospite.
Un cliente potrebbe, per esempio, aver prenotato una prima volta attraverso Booking.com, essersi iscritto successivamente al Wi-Fi dell’hotel, aver acquistato una cena, richiesto un late check-out e infine aver lasciato una recensione positiva.
Senza un CRM, queste informazioni rimangono spesso separate.
Con un CRM integrato, l’hotel può riconoscere che si tratta della stessa persona, ricostruirne il comportamento e proporle in futuro un’offerta diretta coerente con le sue preferenze.
Perché il CRM è diventato indispensabile per gli hotel
Le OTA dispongono di una quantità enorme di dati sugli utenti: destinazioni cercate, periodi di viaggio, strutture visualizzate, fascia di prezzo, composizione del soggiorno e probabilità di prenotazione.
Un hotel indipendente non può competere con le dimensioni tecnologiche di Booking.com o Expedia, ma può costruire un vantaggio diverso: la conoscenza diretta e approfondita dei clienti che ha già ospitato.
L’OTA conosce il comportamento digitale dell’utente.
L’hotel può conoscere il soggiorno reale, le abitudini di consumo, le richieste, la soddisfazione, le preferenze e il valore complessivo generato dal cliente.
Il CRM consente quindi di trasformare un soggiorno occasionale in una relazione proprietaria.
Questa capacità è centrale nelle strategie di marketing alberghiero sviluppate da HotelMarketingLab.it, perché la disintermediazione non dipende soltanto dal prezzo pubblicato sul sito. Dipende dalla capacità di riconoscere il cliente, comunicare nel momento giusto e proporgli una ragione concreta per prenotare direttamente.
Prima fase: raccogliere dati realmente utili
La qualità di un CRM dipende innanzitutto dalla qualità dei dati inseriti.
Raccogliere soltanto nome, cognome e numero di documento non permette di costruire una strategia commerciale. L’hotel deve ampliare progressivamente la conoscenza dell’ospite, evitando però di richiedere troppe informazioni in un unico momento.
La raccolta deve essere graduale, trasparente, coerente con il servizio e gestita nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.
Dati anagrafici e di contatto
Le informazioni di base comprendono:
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nome e cognome;
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indirizzo e-mail;
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numero di telefono;
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lingua;
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nazionalità;
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città o Paese di provenienza;
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data di nascita, quando legittimamente raccolta;
-
composizione del nucleo di viaggio.
Il dato deve essere verificato. Un database composto da indirizzi errati, duplicati o incompleti perde rapidamente valore.
Dati relativi alla prenotazione
Il CRM dovrebbe registrare:
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canale di prenotazione;
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data della prenotazione;
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anticipo di acquisto;
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durata del soggiorno;
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tipologia di camera;
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tariffa prenotata;
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trattamento scelto;
-
eventuale codice promozionale;
-
motivo di cancellazione;
-
frequenza dei soggiorni.
Queste informazioni permettono di distinguere il cliente che prenota abitualmente con grande anticipo da quello che acquista sotto data, oppure l’ospite sensibile al prezzo da quello maggiormente interessato alla qualità della camera.
Dati comportamentali digitali
Quando gli strumenti sono correttamente integrati, il CRM può raccogliere indicazioni sul comportamento dell’utente:
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pagine del sito visitate;
-
offerte consultate;
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date cercate;
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tipologie di camera visualizzate;
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servizi accessori selezionati;
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prenotazioni iniziate e non completate;
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campagne e-mail aperte;
-
collegamenti cliccati.
Questi dati consentono di costruire messaggi più pertinenti.
Un cliente che consulta più volte la pagina della SPA dovrebbe ricevere comunicazioni diverse rispetto a un viaggiatore che visita le sezioni dedicate alle sale riunioni o ai servizi business.
Preferenze di soggiorno
La personalizzazione nasce spesso da informazioni apparentemente semplici:
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tipologia di cuscino;
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piano preferito;
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camera silenziosa;
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letto matrimoniale o letti separati;
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allergie e intolleranze;
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temperatura preferita;
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necessità di culla;
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presenza di animali;
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orario abituale di arrivo;
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interesse per transfer, parcheggio o ristorazione.
Questi dati non servono soltanto a vendere. Permettono di migliorare l’esperienza dell’ospite e di rendere il servizio più coerente.
Riconoscere un cliente abituale e anticiparne le richieste produce un effetto molto più forte di una promozione generica.
Storico della spesa complessiva
Uno degli errori più frequenti consiste nel valutare il cliente soltanto sulla base della tariffa camera.
Il vero valore dell’ospite dipende dalla spesa totale generata:
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camera;
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ristorante;
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bar;
-
SPA;
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parcheggio;
-
transfer;
-
escursioni;
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upgrade;
-
late check-out;
-
servizi aggiuntivi.
Un cliente che prenota una camera a una tariffa leggermente inferiore, ma acquista numerosi servizi, può essere economicamente più interessante di un ospite con ADR più elevato e nessuna spesa accessoria.
Questa visione collega il CRM al controllo di gestione e al revenue management, temi approfonditi anche su RobertoNecci.it, dove la performance alberghiera viene analizzata attraverso il margine generato e non soltanto attraverso occupazione e fatturato.
Integrare CRM, PMS e booking engine
Un CRM isolato diventa rapidamente un altro archivio da aggiornare manualmente.
Per essere efficace deve dialogare almeno con:
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PMS;
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booking engine;
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channel manager;
-
sistema di pagamento;
-
piattaforma di e-mail marketing;
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Wi-Fi;
-
gestionale del ristorante;
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software della SPA;
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strumenti di web analytics;
-
sistemi di reputation management.
L’integrazione consente di aggiornare automaticamente il profilo dell’ospite ogni volta che avviene una nuova interazione.
Quando il sistema non è integrato, il personale deve copiare le informazioni da una piattaforma all’altra, aumentando il rischio di errori, duplicazioni e dati incompleti.
La tecnologia, però, non deve essere scelta soltanto sulla base del numero di funzionalità dichiarate dal fornitore. Prima di acquistare un CRM, l’hotel dovrebbe definire:
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quali dati vuole raccogliere;
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quali segmenti commerciali intende costruire;
-
quali campagne vuole automatizzare;
-
quali indicatori utilizzerà per misurare i risultati;
-
chi sarà responsabile del sistema.
Senza questa fase progettuale, anche il software più sofisticato rischia di essere utilizzato come una semplice piattaforma per newsletter.
Seconda fase: segmentare il database degli ospiti
Un database non segmentato è soltanto un elenco di contatti.
Inviare la stessa comunicazione a famiglie, aziende, coppie, clienti abituali e ospiti internazionali riduce la rilevanza dei messaggi e aumenta il numero di disiscrizioni.
La segmentazione consente di suddividere gli ospiti in gruppi omogenei, accomunati da caratteristiche, comportamenti o interessi simili.
Segmentazione per frequenza di soggiorno
Una prima distinzione può essere costruita sulla frequenza:
Nuovi clienti
Sono gli ospiti che hanno soggiornato una sola volta. La priorità è trasformare la prima esperienza in una seconda prenotazione.
Dopo la partenza possono ricevere:
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richiesta di recensione;
-
ringraziamento personalizzato;
-
vantaggio per una futura prenotazione diretta;
-
contenuti relativi alla destinazione;
-
invito a iscriversi al programma fedeltà.
Clienti abituali
Sono gli ospiti che ritornano periodicamente.
Non dovrebbero ricevere le stesse offerte riservate al pubblico generale. L’hotel può riconoscere la loro fedeltà attraverso:
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condizioni dedicate;
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upgrade soggetti a disponibilità;
-
early check-in o late check-out;
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piccoli benefit;
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priorità su determinati periodi;
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comunicazioni anticipate.
Clienti inattivi
Sono gli ospiti che non prenotano da un intervallo di tempo superiore alla loro frequenza abituale.
Questi contatti possono essere coinvolti in campagne di riattivazione, verificando se sia cambiata la motivazione di viaggio o se sia necessario proporre un nuovo incentivo.
Segmentazione per motivo del viaggio
La motivazione del soggiorno influenza profondamente aspettative, sensibilità al prezzo e servizi richiesti.
Clienti business
Il viaggiatore corporate tende a privilegiare:
-
velocità nella prenotazione;
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Wi-Fi affidabile;
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colazione anticipata;
-
fatturazione corretta;
-
parcheggio;
-
flessibilità;
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late check-in;
-
cancellazione compatibile con gli impegni di lavoro.
Una campagna business dovrebbe quindi puntare sull’efficienza e non utilizzare lo stesso linguaggio destinato alle vacanze familiari.
Coppie
Le coppie possono essere maggiormente interessate a:
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weekend;
-
ristorante;
-
SPA;
-
esperienze romantiche;
-
upgrade;
-
pacchetti anniversario;
-
soggiorni esperienziali.
Famiglie
Per le famiglie sono spesso determinanti:
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camere comunicanti;
-
letti aggiunti;
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culle;
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colazione inclusa;
-
parcheggio;
-
flessibilità;
-
attività per bambini;
-
convenienza complessiva del soggiorno.
Clienti wellness
Gli ospiti che acquistano trattamenti o pacchetti benessere rappresentano un segmento specifico.
Possono ricevere proposte legate a:
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nuovi trattamenti;
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pacchetti stagionali;
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soggiorni infrasettimanali;
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percorsi di coppia;
-
voucher regalo;
-
upgrade delle esperienze SPA.
Segmentazione per valore economico
Non tutti i clienti contribuiscono allo stesso modo alla redditività dell’hotel.
Un CRM evoluto dovrebbe distinguere almeno:
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valore della singola prenotazione;
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spesa accessoria;
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frequenza;
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costo di acquisizione;
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tasso di cancellazione;
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canale utilizzato;
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margine netto generato;
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valore potenziale nel tempo.
Il cliente più importante non è necessariamente quello che paga la tariffa più alta in un singolo soggiorno. Può essere quello che ritorna più volte, prenota direttamente, cancella raramente e acquista servizi aggiuntivi.
Questa analisi permette di stimare il customer lifetime value, cioè il valore economico complessivo che il cliente può generare durante la relazione con la struttura.
Segmentazione RFM per gli hotel
Un criterio particolarmente utile è il modello RFM:
-
Recency: quanto recentemente il cliente ha soggiornato;
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Frequency: quante volte ha soggiornato;
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Monetary: quanto ha speso complessivamente.
Attraverso questa classificazione l’hotel può identificare:
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migliori clienti;
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nuovi clienti ad alto potenziale;
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clienti abituali in fase di abbandono;
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clienti occasionali;
-
clienti sensibili alle promozioni;
-
ospiti da riattivare.
La segmentazione RFM è più efficace di una suddivisione basata esclusivamente sull’età o sulla nazionalità, perché utilizza il comportamento economico reale dell’ospite.
Il database clienti come asset dell’impresa alberghiera
Un database proprietario aggiornato, correttamente profilato e realmente utilizzabile rappresenta un asset commerciale.
Non sostituisce l’immobile, la posizione, il brand o la redditività, ma contribuisce alla capacità dell’hotel di generare ricavi ripetibili e meno dipendenti dagli intermediari.
Per un investitore o un potenziale acquirente, un hotel con:
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una quota significativa di prenotazioni dirette;
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un elevato numero di clienti abituali;
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un database attivo;
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campagne automatizzate;
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storico delle conversioni;
-
costi di acquisizione sotto controllo;
presenta una struttura commerciale più solida rispetto a un albergo che dipende quasi completamente dalle OTA.
Il rapporto tra capacità commerciale, EBITDA e valore dell’asset viene approfondito da InvestimentiAlberghieri.it, dedicato all’analisi delle operazioni, delle strategie e dei processi di valorizzazione nel settore hospitality.
Nelle operazioni di acquisizione, rilancio o ristrutturazione alberghiera seguite da Investhotel.it, la qualità dei processi commerciali e la possibilità di aumentare il fatturato diretto rappresentano elementi centrali nella costruzione del piano industriale.
Il CRM, quindi, non è soltanto uno strumento di marketing. Può diventare una componente della capacità dell’hotel di produrre flussi di cassa più stabili, migliorare la marginalità e ridurre il rischio commerciale.
Terza fase: utilizzare i dati per produrre ricavi
La raccolta e la segmentazione non hanno valore se non generano azioni concrete.
Il CRM deve trasformare i dati in campagne, automazioni e attività commerciali misurabili.
Automazioni prima del soggiorno
La fase precedente all’arrivo è uno dei momenti migliori per aumentare il valore della prenotazione.
L’hotel può programmare comunicazioni automatiche per proporre:
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upgrade di camera;
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colazione;
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transfer;
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parcheggio;
-
cena;
-
trattamento SPA;
-
bottiglia in camera;
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early check-in;
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late check-out;
-
esperienze sul territorio.
La proposta deve essere coerente con il segmento.
Un’offerta per un massaggio di coppia può essere adatta a un soggiorno leisure per due persone, ma completamente irrilevante per un cliente corporate che arriva alle 23:00 e riparte la mattina successiva.
L’upselling funziona quando la proposta è utile, tempestiva e semplice da acquistare.
Comunicazioni durante il soggiorno
Il CRM può contribuire anche alla gestione dell’esperienza in-house.
Durante il soggiorno l’hotel può inviare:
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informazioni sui servizi;
-
orari;
-
prenotazione ristorante;
-
attività disponibili;
-
assistenza tramite messaggistica;
-
richiesta intermedia di soddisfazione;
-
proposte personalizzate.
Una verifica effettuata durante il soggiorno consente di intercettare un problema prima che si trasformi in una recensione negativa.
Comunicazioni dopo il soggiorno
La fase successiva alla partenza è decisiva per costruire la relazione.
Una corretta sequenza può includere:
-
ringraziamento;
-
richiesta di recensione;
-
proposta di prenotazione diretta futura;
-
contenuti utili sulla destinazione;
-
offerte coerenti con il comportamento;
-
comunicazioni legate alla ricorrenza del soggiorno.
L’obiettivo non deve essere bombardare il cliente con sconti, ma mantenere il ricordo dell’esperienza e creare le condizioni per una nuova prenotazione.
Campagne di win-back
Le campagne di win-back cercano di recuperare clienti che non hanno più prenotato.
Il CRM può individuare, per esempio, gli ospiti che avevano soggiornato nello stesso periodo dell’anno precedente e che non hanno ancora effettuato una nuova prenotazione.
La comunicazione potrebbe ricordare l’esperienza, presentare una novità della struttura o offrire un vantaggio riservato per la prenotazione diretta.
Queste campagne sono spesso più efficienti rispetto all’acquisizione di clienti completamente nuovi, perché si rivolgono a persone che conoscono già l’hotel.
Recupero delle prenotazioni abbandonate
Quando booking engine e CRM sono integrati, l’hotel può identificare gli utenti che hanno iniziato una prenotazione senza completarla.
Il messaggio di recupero può:
-
ricordare le date cercate;
-
mostrare la camera selezionata;
-
chiarire le condizioni;
-
offrire assistenza;
-
evidenziare i vantaggi della prenotazione diretta.
Non è sempre necessario concedere uno sconto. A volte il cliente ha semplicemente bisogno di una conferma, di una risposta o di maggiore chiarezza.
Personalizzare le offerte senza distruggere il prezzo
Il CRM non deve trasformarsi in una macchina per distribuire sconti.
Una strategia basata esclusivamente sulla riduzione tariffaria può erodere l’ADR e abituare il cliente ad attendere sempre una promozione.
La personalizzazione può utilizzare anche benefit a costo marginale controllato:
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upgrade;
-
welcome drink;
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parcheggio;
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check-out posticipato;
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accesso anticipato a un’offerta;
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trattamento dedicato;
-
servizi inclusi;
-
condizioni di cancellazione più favorevoli.
L’obiettivo è aumentare il valore percepito senza compromettere il posizionamento.
Collegare CRM e revenue management
CRM e revenue management non devono lavorare separatamente.
Il revenue manager conosce domanda, occupazione, pickup, prezzi e disponibilità.
Il CRM conosce clienti, preferenze, frequenza, valore e probabilità di conversione.
Dall’integrazione tra questi due sistemi possono nascere campagne molto più efficaci.
Quando l’hotel registra una domanda debole in un determinato periodo, non dovrebbe inviare automaticamente uno sconto all’intero database. Dovrebbe identificare i segmenti che:
-
viaggiano abitualmente in quel periodo;
-
prenotano con quella finestra temporale;
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hanno già acquistato soggiorni simili;
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possono essere interessati alla destinazione;
-
presentano maggiore probabilità di conversione.
Questa metodologia protegge il prezzo e riduce la dispersione commerciale.
L’esperienza operativa sviluppata da NecciHotels.it evidenzia come marketing, revenue management, controllo dei costi e gestione operativa debbano concorrere allo stesso risultato: aumentare il margine netto e non semplicemente il volume delle prenotazioni.
CRM e prenotazioni dirette
Il CRM è uno degli strumenti più importanti per aumentare il direct booking, ma non può lavorare da solo.
Per trasformare un contatto in una prenotazione diretta servono anche:
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sito veloce e autorevole;
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booking engine semplice;
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tariffa coerente;
-
vantaggi diretti chiari;
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contenuti convincenti;
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assistenza rapida;
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processo di prenotazione mobile;
-
corretta strategia di remarketing;
-
reputazione online;
-
comunicazione personalizzata.
Il CRM riporta il cliente verso il sito, ma il sito e il booking engine devono essere in grado di convertire.
Un collegamento debole della catena può compromettere l’intero investimento.
Quali KPI utilizzare per misurare il CRM
Un CRM non deve essere valutato sulla base del numero di e-mail inviate.
Gli indicatori principali dovrebbero comprendere:
Crescita del database qualificato
Non conta soltanto il numero dei contatti, ma la percentuale di profili completi, aggiornati, autorizzati e realmente utilizzabili.
Tasso di apertura
Misura quante persone aprono le comunicazioni. È utile, ma non sufficiente per determinare il successo economico.
Click-through rate
Indica quanti destinatari interagiscono con i contenuti e raggiungono il sito o il booking engine.
Tasso di conversione
Misura quante comunicazioni producono una prenotazione o l’acquisto di un servizio.
Ricavi generati dalle campagne
Ogni campagna dovrebbe essere collegata ai ricavi prodotti, distinguendo possibilmente tra:
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camere;
-
servizi accessori;
-
upgrade;
-
riattivazioni;
-
prenotazioni recuperate.
Quota di prenotazioni dirette
L’incremento del canale diretto è uno degli indicatori più importanti per valutare l’efficacia della strategia.
Costo di acquisizione del cliente
Il CRM deve contribuire a ridurre il costo necessario per generare una prenotazione.
Tasso di ritorno
Misura la percentuale di clienti che soggiornano nuovamente in struttura.
Valore medio dell’ospite
È necessario verificare se le attività di personalizzazione e upselling aumentano la spesa totale per soggiorno.
Tasso di disiscrizione
Un aumento delle disiscrizioni può indicare comunicazioni troppo frequenti, irrilevanti o eccessivamente promozionali.
Gli errori più comuni nella gestione del CRM alberghiero
Acquistare il software senza una strategia
La tecnologia non risolve automaticamente i problemi commerciali. Prima dello strumento servono obiettivi, processi e responsabilità.
Non integrare il CRM con gli altri sistemi
Un CRM alimentato manualmente produce ritardi, errori e duplicazioni.
Raccogliere dati inutili
Chiedere informazioni che non vengono poi utilizzate rende più complesso il processo e può ridurre la fiducia del cliente.
Inviare la stessa offerta a tutti
La mancata segmentazione abbassa la rilevanza delle campagne.
Utilizzare soltanto gli sconti
Il CRM deve aumentare il valore della relazione, non svalutare sistematicamente il prodotto.
Non misurare i ricavi
Open rate e click sono indicatori intermedi. Il risultato finale deve essere espresso in prenotazioni, margine e ritorno sull’investimento.
Lasciare il sistema senza un responsabile
Quando nessuno governa qualità dei dati, automazioni, segmenti e report, il CRM viene progressivamente abbandonato.
Chi deve gestire il CRM in hotel
La gestione del CRM non può essere delegata interamente al software.
Serve una responsabilità chiara, che può essere attribuita a:
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responsabile marketing;
-
e-commerce manager;
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CRM specialist;
-
revenue manager;
-
direttore commerciale;
-
consulente esterno;
-
direzione generale, nelle strutture più piccole.
La persona responsabile deve conoscere sia la tecnologia sia il funzionamento economico dell’hotel.
Deve essere in grado di:
-
verificare la qualità dei dati;
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definire i segmenti;
-
progettare le automazioni;
-
coordinarsi con revenue e front office;
-
analizzare le conversioni;
-
controllare la pressione commerciale;
-
misurare i ricavi;
-
migliorare progressivamente le campagne.
Il CRM non è un progetto esclusivamente informatico. È un progetto organizzativo che coinvolge marketing, ricevimento, prenotazioni, revenue, amministrazione e direzione.
Un piano operativo per introdurre il CRM in hotel
L’implementazione può essere suddivisa in dieci passaggi:
-
analizzare i sistemi già presenti;
-
mappare tutti i punti di raccolta del dato;
-
eliminare duplicazioni ed errori;
-
definire gli obiettivi commerciali;
-
individuare i segmenti prioritari;
-
scegliere il CRM più compatibile con il PMS;
-
progettare le prime automazioni;
-
formare il personale;
-
impostare KPI e attribuzione dei ricavi;
-
verificare mensilmente risultati e qualità del database.
È preferibile partire con poche automazioni ben costruite piuttosto che attivare decine di flussi privi di controllo.
Le prime campagne possono riguardare:
-
pre-stay e upselling;
-
richiesta di recensione;
-
compleanno o ricorrenza del soggiorno;
-
clienti abituali;
-
recupero clienti inattivi;
-
prenotazioni abbandonate;
-
promozione dei periodi a domanda debole.
Quanto può valere un CRM per un hotel
Il ritorno economico dipende da numerosi fattori:
-
numero di camere;
-
volume dei clienti;
-
quota OTA;
-
frequenza dei repeaters;
-
livello di integrazione;
-
qualità del database;
-
capacità di upselling;
-
valore medio della prenotazione;
-
competenze interne;
-
efficacia del sito e del booking engine.
La valutazione non dovrebbe limitarsi al costo mensile del software.
Bisogna confrontare l’investimento con:
-
commissioni OTA evitate;
-
incremento delle prenotazioni dirette;
-
ricavi da servizi aggiuntivi;
-
aumento del ritorno dei clienti;
-
riduzione del costo di acquisizione;
-
recupero delle prenotazioni non completate;
-
maggiore efficacia delle campagne.
Un CRM costoso ma correttamente utilizzato può produrre un ritorno superiore a una piattaforma economica lasciata inattiva.
Il CRM trasforma i dati in valore soltanto quando cambia il processo commerciale
Il vero vantaggio competitivo non consiste nel possedere più dati, ma nel saperli utilizzare meglio.
Un hotel può avere migliaia di indirizzi e-mail e non produrre alcun risultato. Un’altra struttura può disporre di un database più piccolo, ma segmentato, aggiornato e collegato a campagne coerenti con il comportamento degli ospiti.
Il CRM funziona quando diventa parte del metodo di gestione dell’hotel.
Deve guidare le attività di marketing, supportare il revenue management, aumentare la qualità del servizio, migliorare l’upselling e ridurre la dipendenza dagli intermediari.
La relazione con l’ospite non termina al check-out. È proprio dopo il soggiorno che l’hotel può trasformare un cliente acquisito tramite terzi in un cliente diretto, fedele e profittevole.
Smetti di regalare alle OTA la relazione con i tuoi clienti
Ogni cliente che soggiorna nel tuo hotel senza essere riconosciuto, profilato e coinvolto in una strategia successiva rappresenta un’opportunità commerciale perduta.
Le OTA utilizzano tecnologia, dati e automazioni per riportare l’utente sulle proprie piattaforme. Se l’hotel non costruisce un proprio sistema di relazione, continuerà a pagare commissioni per riacquisire clienti che ha già ospitato.
HotelMarketingLab.it analizza l’intero processo commerciale dell’hotel: raccolta dei dati, integrazione del CRM, segmentazione del database, automazioni, prenotazioni dirette, distribuzione, revenue management e misurazione dei risultati.
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Analizzeremo:
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qualità e proprietà del database;
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integrazione tra PMS, CRM e booking engine;
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segmentazione dei clienti;
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automazioni attive;
-
potenziale di upselling;
-
quota di prenotazioni dirette;
-
dipendenza dalle OTA;
-
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Che cos’è un CRM per hotel?
È un sistema che raccoglie e organizza i dati degli ospiti provenienti da PMS, booking engine, sito, Wi-Fi e altri touchpoint, consentendo all’hotel di personalizzare le comunicazioni e aumentare le prenotazioni dirette.
Quali dati dovrebbe raccogliere un CRM alberghiero?
Dati di contatto, storico delle prenotazioni, canale di acquisizione, preferenze di soggiorno, servizi acquistati, frequenza, spesa complessiva e comportamento nelle campagne digitali.
Come può un CRM ridurre la dipendenza dalle OTA?
Permette di mantenere una relazione diretta con gli ospiti già acquisiti, inviando offerte e comunicazioni personalizzate che favoriscono una nuova prenotazione sul sito ufficiale.
Il CRM deve essere integrato con il PMS?
Sì. L’integrazione con il PMS consente di aggiornare automaticamente i profili degli ospiti, ridurre gli errori e collegare le attività di marketing allo storico reale dei soggiorni.
Quali campagne può automatizzare un hotel con il CRM?
Campagne pre-stay, upselling, richieste di recensione, recupero delle prenotazioni abbandonate, riattivazione dei clienti inattivi, promozioni per repeaters e comunicazioni post-soggiorno.
Come si misura il ritorno economico del CRM?
Attraverso ricavi generati dalle campagne, incremento delle prenotazioni dirette, riduzione delle commissioni OTA, tasso di ritorno, valore medio dell’ospite e ricavi derivanti dall’upselling.
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