L’email marketing per hotel permette di trasformare il database degli ospiti in prenotazioni dirette, upselling e fidelizzazione. La guida spiega come segmentare i contatti, impostare automazioni pre-arrival, post-stay e win-back, migliorare la deliverability e misurare il ritorno economico delle campagne.
Nel marketing alberghiero l’attenzione si concentra spesso sulle ultime evoluzioni degli algoritmi social, sull’aumento dei costi pubblicitari, sulle campagne Google Ads o sui cambiamenti introdotti dalle OTA.
Esiste però un canale proprietario che molti hotel continuano a utilizzare in modo marginale: l’email.
L’email marketing per hotel non è uno strumento superato e non coincide con l’invio occasionale di una newsletter promozionale. Quando viene collegato al CRM, al PMS e al booking engine, può diventare uno dei sistemi più efficaci per aumentare le prenotazioni dirette, vendere servizi aggiuntivi e riportare in struttura gli ospiti già acquisiti.
La differenza fondamentale rispetto alle piattaforme pubblicitarie risiede nella proprietà della relazione.
Sui social media l’hotel comunica all’interno di un ambiente controllato da un algoritmo. Sui motori di ricerca deve acquistare visibilità ogni volta che vuole intercettare un potenziale cliente. Sulle OTA paga una commissione per accedere a una domanda che non controlla.
La casella e-mail, invece, rappresenta uno spazio diretto nel quale l’hotel può comunicare con clienti che hanno già conosciuto la struttura, richiesto informazioni, effettuato una prenotazione o manifestato un interesse concreto.
L’obiettivo non è inviare più messaggi.
L’obiettivo è inviare il messaggio giusto, al cliente giusto, nel momento più adatto del suo ciclo di acquisto.
Per trasformare il database in un centro di profitto servono quattro elementi:
-
raccolta corretta dei dati;
-
segmentazione dei contatti;
-
automazioni collegate al comportamento dell’ospite;
-
misurazione economica delle campagne.
Senza questi elementi, l’email marketing rimane un’attività editoriale. Con un metodo strutturato, può diventare una leva misurabile di disintermediazione e redditività.
Che cos’è l’email marketing alberghiero
L’email marketing alberghiero comprende tutte le comunicazioni inviate dalla struttura a clienti potenziali, ospiti confermati, clienti abituali e contatti presenti nel database.
Può essere utilizzato nelle diverse fasi della relazione:
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prima della prenotazione;
-
dopo una richiesta non convertita;
-
tra la prenotazione e l’arrivo;
-
durante il soggiorno;
-
dopo il check-out;
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in prossimità di una ricorrenza;
-
nei periodi di domanda debole;
-
per riattivare clienti inattivi;
-
per promuovere servizi ed esperienze;
-
per riportare l’ospite sul sito ufficiale.
L’email marketing moderno non dovrebbe dipendere esclusivamente da campagne manuali.
Una parte rilevante delle comunicazioni può essere automatizzata attraverso trigger collegati a un evento preciso:
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nuova iscrizione;
-
prenotazione confermata;
-
arrivo imminente;
-
partenza;
-
compleanno;
-
anniversario del soggiorno;
-
mancata apertura;
-
abbandono del booking engine;
-
inattività;
-
acquisto di un servizio;
-
variazione del profilo dell’ospite.
In questo modo, l’hotel può comunicare in maniera continuativa senza trasformare ogni invio in un’attività manuale.
Perché l’email marketing è strategico per un hotel
Un cliente che ha già soggiornato in struttura possiede un valore commerciale superiore rispetto a un utente completamente sconosciuto.
Conosce il prodotto, ha sperimentato il servizio e ha già superato una parte importante delle resistenze che precedono la prenotazione.
Se l’esperienza è stata positiva, riportarlo in hotel può richiedere un investimento inferiore rispetto all’acquisizione di un nuovo cliente attraverso campagne pubblicitarie o intermediari.
L’email marketing consente di:
-
mantenere il rapporto dopo il soggiorno;
-
aumentare la frequenza di ritorno;
-
incentivare la prenotazione diretta;
-
proporre servizi prima dell’arrivo;
-
valorizzare i periodi di bassa domanda;
-
promuovere nuove camere o servizi;
-
recuperare prenotazioni non completate;
-
stimolare recensioni;
-
costruire segmenti proprietari;
-
ridurre il costo di acquisizione.
Questa strategia è centrale nell’approccio sviluppato da HotelMarketingLab.it, nel quale email marketing, CRM, revenue management, booking engine e distribuzione vengono analizzati come componenti dello stesso sistema commerciale.
Una campagna e-mail efficace non deve soltanto generare aperture o clic. Deve produrre prenotazioni, ricavi accessori e margine netto.
L’errore più comune: inviare la stessa e-mail a tutti
Molti hotel possiedono migliaia di contatti, ma continuano a trattarli come una massa indistinta.
Inviano la stessa promozione a:
-
clienti business;
-
famiglie;
-
coppie;
-
gruppi;
-
ospiti internazionali;
-
clienti abituali;
-
persone che non soggiornano da anni;
-
utenti che hanno soltanto richiesto informazioni.
Questa modalità, spesso definita “blast”, riduce drasticamente la rilevanza del messaggio.
Un cliente business che soggiorna abitualmente dal lunedì al giovedì difficilmente sarà interessato a un pacchetto per famiglie durante le vacanze scolastiche. Una coppia che ha acquistato una camera con SPA potrebbe non reagire a una promozione dedicata alle sale riunioni.
Quando il contenuto non è pertinente, aumentano:
-
cancellazioni dell’iscrizione;
-
segnalazioni spam;
-
mancata apertura;
-
disinteresse;
-
peggioramento della reputazione del mittente;
-
riduzione della deliverability.
Il problema non è il canale e-mail. È l’assenza di segmentazione.
Primo principio: costruire un database realmente proprietario
Prima di progettare campagne e automazioni, l’hotel deve verificare la qualità del proprio database.
I dati possono provenire da:
-
PMS;
-
booking engine;
-
sito ufficiale;
-
modulo newsletter;
-
Wi-Fi;
-
richieste di preventivo;
-
ristorante;
-
SPA;
-
eventi;
-
programmi fedeltà;
-
questionari di soddisfazione;
-
contatti telefonici;
-
campagne pubblicitarie.
Queste informazioni devono essere centralizzate e gestite nel rispetto della normativa applicabile, delle autorizzazioni ricevute e delle finalità dichiarate.
Un indirizzo e-mail non è automaticamente utilizzabile per qualsiasi comunicazione commerciale.
L’hotel deve adottare procedure chiare per:
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raccolta del consenso;
-
tracciamento della provenienza;
-
aggiornamento delle preferenze;
-
gestione delle disiscrizioni;
-
sicurezza dei dati;
-
durata della conservazione;
-
eliminazione dei duplicati;
-
verifica degli indirizzi inattivi o errati.
Un database più piccolo, aggiornato e profilato vale molto più di una lista numerosa composta da contatti obsoleti.
Secondo principio: segmentare il database
La segmentazione consiste nel suddividere i contatti in gruppi accomunati da comportamenti, caratteristiche o interessi simili.
Più la segmentazione è pertinente, maggiore sarà la probabilità che il messaggio venga aperto, letto e trasformato in una prenotazione.
Segmentazione per motivazione del viaggio
Una prima distinzione riguarda il motivo del soggiorno.
Clienti business
Il cliente business tende a privilegiare:
-
rapidità;
-
affidabilità del Wi-Fi;
-
parcheggio;
-
fatturazione;
-
colazione anticipata;
-
flessibilità;
-
late check-in;
-
vicinanza a uffici e centri congressi.
Le campagne dovrebbero quindi utilizzare un linguaggio orientato all’efficienza e alla semplificazione del viaggio.
Clienti leisure
Il cliente leisure può essere più interessato a:
-
esperienze;
-
attrazioni;
-
ristorazione;
-
offerte weekend;
-
pacchetti;
-
permanenze più lunghe;
-
servizi dedicati alla destinazione.
Coppie
Le coppie possono essere coinvolte con:
-
pacchetti romantici;
-
upgrade;
-
cene;
-
SPA;
-
anniversari;
-
esperienze private;
-
late check-out.
Famiglie
Le famiglie sono spesso sensibili a:
-
camere comunicanti;
-
culle;
-
letti aggiuntivi;
-
colazione inclusa;
-
parcheggio;
-
attività per bambini;
-
convenienza complessiva;
-
flessibilità.
Segmentazione per comportamento di acquisto
Il database può essere suddiviso anche in base a:
-
frequenza dei soggiorni;
-
anticipo di prenotazione;
-
periodo preferito;
-
durata media;
-
tariffa media;
-
canale utilizzato;
-
tasso di cancellazione;
-
servizi acquistati;
-
risposta alle precedenti campagne;
-
valore complessivo generato.
Questa segmentazione permette di distinguere, per esempio:
-
clienti ad alto valore;
-
clienti sensibili al prezzo;
-
clienti che prenotano sotto data;
-
clienti che viaggiano sempre nello stesso periodo;
-
clienti che acquistano servizi accessori;
-
clienti che utilizzano prevalentemente le OTA.
Segmentazione geografica
La provenienza geografica influenza:
-
festività;
-
calendario scolastico;
-
abitudini di viaggio;
-
lingua;
-
capacità di spesa;
-
anticipo di prenotazione;
-
durata del soggiorno;
-
sensibilità alle offerte.
Una promozione dedicata al mercato statunitense può essere programmata in relazione alle festività americane. Una campagna rivolta al mercato tedesco può tenere conto delle specifiche vacanze scolastiche e dei collegamenti disponibili.
Anche la lingua deve essere coerente.
Un database internazionale non dovrebbe ricevere comunicazioni esclusivamente in italiano, né traduzioni automatiche scarsamente curate.
Segmentazione per valore economico
Non tutti i contatti hanno lo stesso valore potenziale.
L’hotel dovrebbe analizzare:
-
ricavo camere;
-
spesa accessoria;
-
frequenza;
-
prenotazione diretta o intermediata;
-
costo di acquisizione;
-
probabilità di ritorno;
-
propensione all’upgrade;
-
durata della relazione.
Il cliente con la tariffa più alta non è sempre il più profittevole.
Un ospite abituale che prenota direttamente, cancella raramente e acquista servizi può generare un valore superiore rispetto a un cliente occasionale acquisito tramite un canale costoso.
Segmentazione RFM
Uno dei modelli più utili è l’analisi RFM:
-
Recency: quanto recentemente il cliente ha soggiornato;
-
Frequency: quante volte è tornato;
-
Monetary: quanto ha speso.
Combinando questi parametri si possono individuare:
-
migliori clienti;
-
clienti recenti ad alto potenziale;
-
clienti abituali da proteggere;
-
clienti in fase di abbandono;
-
clienti da riattivare;
-
contatti a basso coinvolgimento.
La segmentazione RFM consente di evitare promozioni generiche e costruire incentivi proporzionati al valore della relazione.
Terzo principio: distinguere campagne e automazioni
Le campagne sono invii programmati per una determinata occasione:
-
offerta stagionale;
-
festività;
-
nuovo servizio;
-
riapertura;
-
evento;
-
disponibilità speciale;
-
periodo di domanda debole.
Le automazioni, invece, vengono attivate dal comportamento o dalla fase del viaggio del singolo cliente.
Una campagna viene inviata a un segmento in un determinato momento.
Un’automazione viene inviata quando il contatto soddisfa una condizione.
La combinazione dei due sistemi consente all’hotel di lavorare sia sulla domanda generale sia sulla relazione individuale.
Le automazioni indispensabili per un hotel
1. Welcome e-mail dopo l’iscrizione
Quando un utente si iscrive alla newsletter o al programma membri, dovrebbe ricevere immediatamente una comunicazione di benvenuto.
La welcome e-mail può:
-
confermare l’iscrizione;
-
presentare la struttura;
-
spiegare i vantaggi della prenotazione diretta;
-
mostrare camere e servizi;
-
offrire un beneficio riservato;
-
invitare a completare le preferenze;
-
riportare al booking engine.
Il momento successivo all’iscrizione è quello di massimo interesse. Lasciare trascorrere giorni prima di comunicare significa perdere parte dell’attenzione acquisita.
2. Recupero della prenotazione abbandonata
Un utente può iniziare una prenotazione senza completarla per molte ragioni:
-
dubbio sulle condizioni;
-
interruzione;
-
confronto con altri hotel;
-
difficoltà nel pagamento;
-
necessità di consultarsi;
-
informazioni mancanti;
-
processo troppo complesso.
Quando CRM e booking engine sono integrati, l’hotel può inviare un promemoria relativo alle date e alla camera consultata.
La comunicazione dovrebbe:
-
ricordare la ricerca;
-
mostrare il prodotto;
-
chiarire i vantaggi diretti;
-
offrire assistenza;
-
facilitare il ritorno alla prenotazione.
Non è sempre necessario aggiungere uno sconto. In molti casi basta eliminare un dubbio o rendere più semplice il completamento.
3. Pre-arrival e-mail
La comunicazione pre-arrival viene inviata generalmente tra tre e sette giorni prima del check-in.
Deve innanzitutto fornire informazioni utili:
-
orari;
-
indicazioni;
-
parcheggio;
-
transfer;
-
documenti;
-
modalità di check-in;
-
contatti;
-
eventuali servizi da prenotare.
Ma rappresenta anche uno dei migliori momenti per l’upselling.
L’ospite ha già prenotato e sta iniziando a immaginare il soggiorno. Può essere più disponibile ad acquistare:
-
upgrade;
-
colazione;
-
cena;
-
transfer;
-
SPA;
-
bottiglia in camera;
-
parcheggio;
-
escursione;
-
early check-in;
-
late check-out.
Le proposte devono essere coerenti con il profilo.
A un cliente business può essere suggerito un transfer o un check-in rapido. A una coppia può essere proposto un pacchetto romantico. A una famiglia può essere offerto un servizio di transfer con seggiolino o una camera più ampia.
4. E-mail durante il soggiorno
L’email marketing non deve interrompersi al check-in.
Una comunicazione durante il soggiorno può:
-
ricordare i servizi;
-
promuovere ristorante e SPA;
-
segnalare eventi;
-
offrire assistenza;
-
chiedere un riscontro intermedio;
-
intercettare problemi;
-
proporre un’estensione del soggiorno.
Il messaggio deve essere breve e utile.
L’obiettivo non è sovraccaricare l’ospite, ma rendere più semplice l’accesso ai servizi e anticipare eventuali criticità.
5. Post-stay e-mail
La comunicazione successiva al check-out dovrebbe essere inviata entro un intervallo coerente con il tipo di soggiorno, spesso tra 24 e 48 ore.
Può includere:
-
ringraziamento;
-
richiesta di recensione;
-
questionario;
-
vantaggio per una nuova prenotazione;
-
invito al programma fedeltà;
-
contenuti sulla destinazione;
-
contatti diretti.
Il messaggio deve riconoscere l’esperienza dell’ospite.
Una comunicazione impersonale inviata immediatamente dopo una problematica segnalata rischia di produrre un effetto negativo. Per questo CRM, reception e reputation management devono dialogare.
Quando l’ospite ha espresso insoddisfazione, può essere opportuno attivare un percorso specifico di recupero prima di richiedere una recensione pubblica.
6. Richiesta di recensione
Le recensioni incidono sulla visibilità, sulla conversione e sulla disponibilità a pagare.
La richiesta deve essere:
-
semplice;
-
tempestiva;
-
diretta;
-
compatibile con le regole delle piattaforme;
-
collegata all’esperienza reale.
L’hotel può indirizzare l’ospite verso Google, TripAdvisor o altri canali rilevanti, evitando però meccanismi manipolativi o selezioni scorrette.
Il CRM può anche distinguere chi ha già lasciato una recensione, evitando richieste ripetute.
7. Win-back automation
Il flusso di win-back serve a riattivare i clienti che non prenotano da tempo.
L’intervallo deve essere definito in base al comportamento abituale.
Un cliente che soggiorna ogni mese non dovrebbe essere trattato come un ospite che visita la destinazione una volta l’anno.
Per alcuni segmenti l’automazione può essere programmata dopo:
-
tre mesi;
-
sei mesi;
-
dieci mesi;
-
un anno;
-
un periodo superiore.
Il messaggio dovrebbe ricordare l’esperienza e offrire una motivazione concreta per tornare:
-
novità;
-
nuovo servizio;
-
pacchetto riservato;
-
evento;
-
vantaggio fedeltà;
-
tariffa membri;
-
benefit.
Il win-back non deve ridursi a “ci manchi”. Deve presentare una proposta pertinente.
8. Anniversario del soggiorno
Molti viaggi si ripetono nello stesso periodo:
-
vacanze annuali;
-
fiere;
-
congressi;
-
ricorrenze;
-
visite familiari;
-
appuntamenti di lavoro.
Il CRM può inviare una comunicazione alcune settimane prima dell’anniversario del soggiorno precedente.
Il messaggio può ricordare:
-
date;
-
camera;
-
esperienza;
-
condizioni riservate;
-
disponibilità;
-
vantaggi per la prenotazione anticipata.
Questa automazione è particolarmente efficace quando il comportamento dell’ospite presenta una periodicità riconoscibile.
9. Compleanno e ricorrenze
La comunicazione per il compleanno può rafforzare la relazione, ma deve essere gestita con attenzione.
Una semplice e-mail generica con uno sconto standard può apparire automatica e poco significativa.
È preferibile proporre:
-
piccolo benefit;
-
upgrade;
-
esperienza;
-
voucher;
-
servizio;
-
vantaggio utilizzabile entro un periodo ragionevole.
Il valore percepito non dipende necessariamente dall’entità dello sconto.
10. Automazioni per servizi acquistati
Il CRM può attivare flussi sulla base dei comportamenti precedenti.
Chi ha acquistato una SPA può ricevere nuove proposte wellness. Chi ha utilizzato una sala meeting può ricevere comunicazioni business. Chi ha viaggiato con bambini può essere inserito in segmenti family.
In questo modo, lo storico diventa una base per costruire offerte più pertinenti.
Campagne e-mail che un hotel dovrebbe programmare
Campagne per la bassa stagione
L’email marketing può essere utilizzato per sostenere i periodi di domanda debole.
La campagna non dovrebbe necessariamente proporre uno sconto generalizzato.
Può valorizzare:
-
eventi;
-
esperienze;
-
minore affollamento;
-
servizi inclusi;
-
pacchetti;
-
soggiorni tematici;
-
lavoro da remoto;
-
wellness;
-
gastronomia;
-
permanenze prolungate.
La selezione del segmento è decisiva.
Un’offerta infrasettimanale può essere destinata a smart worker, pensionati, coppie o clienti locali, anziché all’intero database.
Campagne early booking
L’early booking consente di:
-
migliorare il forecast;
-
anticipare gli incassi;
-
aumentare l’occupazione di base;
-
ridurre l’incertezza;
-
premiare il cliente che decide prima.
La campagna deve evidenziare chiaramente:
-
vantaggio;
-
condizioni;
-
finestra di prenotazione;
-
periodo di soggiorno;
-
eventuale non rimborsabilità;
-
disponibilità limitata.
Campagne per clienti abituali
I repeaters non dovrebbero ricevere soltanto le stesse offerte disponibili al pubblico.
Possono essere coinvolti attraverso:
-
accesso anticipato;
-
vantaggi esclusivi;
-
condizioni flessibili;
-
upgrade;
-
piccoli benefit;
-
riconoscimento della fedeltà;
-
proposte personalizzate.
Un cliente fedele deve percepire che l’hotel riconosce la relazione costruita nel tempo.
Campagne geografiche
La segmentazione per mercato permette di adattare:
-
lingua;
-
festività;
-
collegamenti;
-
durata del viaggio;
-
abitudini;
-
anticipo;
-
motivazioni.
È preferibile creare poche campagne realmente pertinenti piuttosto che tradurre automaticamente lo stesso messaggio per ogni Paese.
Campagne legate agli eventi
Concerti, fiere, congressi, manifestazioni sportive e appuntamenti culturali possono creare domanda specifica.
L’hotel può coinvolgere:
-
clienti che hanno soggiornato durante edizioni precedenti;
-
contatti business;
-
mercati geograficamente collegati;
-
segmenti interessati;
-
iscritti che hanno consultato contenuti simili.
La campagna dovrebbe partire con un anticipo coerente rispetto alla finestra di prenotazione dell’evento.
Campagne value-add
Quando l’hotel vuole stimolare la domanda senza svalutare il prezzo, può mantenere la tariffa e aggiungere servizi:
-
colazione;
-
parcheggio;
-
cena;
-
transfer;
-
late check-out;
-
accesso SPA;
-
esperienza locale;
-
credito da utilizzare in struttura.
Questa soluzione protegge l’ADR e rende l’offerta meno confrontabile con le sole tariffe pubblicate sulle OTA.
Il copywriting nell’email marketing alberghiero
La tecnologia non può compensare un messaggio debole.
Ogni e-mail deve rispondere rapidamente a quattro domande:
-
Perché sto ricevendo questo messaggio?
-
Qual è il vantaggio per me?
-
Perché dovrei agire adesso?
-
Come posso prenotare?
L’oggetto
L’oggetto deve essere chiaro, pertinente e credibile.
Dovrebbe evitare:
-
promesse eccessive;
-
uso indiscriminato di maiuscole;
-
simboli ripetuti;
-
urgenza artificiale;
-
espressioni ingannevoli;
-
formulazioni generiche.
Un buon oggetto può richiamare:
-
destinazione;
-
vantaggio;
-
periodo;
-
interesse;
-
relazione con l’ospite;
-
evento;
-
disponibilità.
Il preheader
Il preheader completa l’oggetto e può anticipare:
-
condizioni;
-
beneficio;
-
scadenza;
-
contenuto;
-
vantaggio diretto.
Lasciarlo vuoto significa rinunciare a uno spazio importante nella casella di posta.
Il corpo del messaggio
Il testo deve essere leggibile anche da mobile.
Sono utili:
-
paragrafi brevi;
-
gerarchia chiara;
-
immagini selezionate;
-
una proposta principale;
-
call to action visibile;
-
condizioni comprensibili;
-
linguaggio coerente con il brand.
Un’e-mail con troppe offerte disperde l’attenzione.
È preferibile costruire un obiettivo principale e, eventualmente, pochi contenuti secondari.
La call to action
La CTA deve indicare chiaramente l’azione:
-
verifica la disponibilità;
-
prenota il soggiorno;
-
scopri il pacchetto;
-
richiedi informazioni;
-
riserva il trattamento;
-
completa la prenotazione.
Espressioni generiche come “clicca qui” comunicano meno valore e risultano meno persuasive.
Email marketing e sito ufficiale
L’e-mail non chiude necessariamente la vendita. Porta il cliente verso il sito o il booking engine.
Per questo, il risultato della campagna dipende anche dalla qualità della pagina di destinazione.
La landing page deve essere coerente con:
-
messaggio;
-
immagini;
-
prezzo;
-
date;
-
condizioni;
-
promessa;
-
segmento;
-
lingua.
Se l’e-mail promuove un pacchetto wellness e il cliente viene indirizzato alla homepage generica, la conversione può diminuire.
Ogni campagna importante dovrebbe avere una destinazione specifica, con un percorso di prenotazione semplice e mobile-first.
Email marketing e booking engine
Il booking engine deve:
-
caricare rapidamente;
-
mostrare l’offerta corretta;
-
mantenere il codice promozionale;
-
rendere visibili i vantaggi;
-
evitare passaggi inutili;
-
supportare il mobile;
-
presentare condizioni chiare;
-
ridurre l’abbandono.
Non serve aumentare il tasso di apertura se il sistema di prenotazione non converte.
La strategia di HotelMarketingLab.it considera sempre il risultato finale: trasformare attenzione e interesse in ricavo diretto.
Email marketing, CRM e revenue management
Le campagne non dovrebbero essere programmate senza dialogare con il revenue management.
Quando l’occupazione è debole, l’hotel può utilizzare il database per stimolare segmenti specifici. Quando la domanda è forte, può evitare promozioni inutili o destinare le comunicazioni a date differenti.
Il revenue manager può indicare:
-
periodi da sostenere;
-
tipologie di camera da spingere;
-
soggiorni minimi;
-
mercati prioritari;
-
finestre di prenotazione;
-
disponibilità residue;
-
servizi da valorizzare.
Il marketing può trasformare queste indicazioni in messaggi coerenti.
L’obiettivo non è riempire a qualunque prezzo, ma generare la domanda necessaria nei periodi e nei segmenti più utili.
Non usare sempre lo sconto
Uno degli errori più frequenti consiste nel trasformare ogni e-mail in una promozione tariffaria.
Un database abituato a ricevere sconti può imparare ad attendere continuamente nuove offerte.
L’hotel può comunicare anche attraverso:
-
contenuti;
-
novità;
-
eventi;
-
esperienze;
-
servizi;
-
benefit;
-
valore aggiunto;
-
accesso anticipato;
-
condizioni riservate;
-
disponibilità limitata.
Lo sconto deve essere uno strumento, non l’unica ragione per aprire il messaggio.
Il valore finanziario del database alberghiero
Un database proprietario, aggiornato e attivo rappresenta un asset commerciale.
La sua importanza non dipende soltanto dal numero dei contatti, ma dalla capacità di produrre:
-
prenotazioni dirette;
-
ritorno degli ospiti;
-
minore dipendenza dalle OTA;
-
ricavi accessori;
-
minore costo di acquisizione;
-
domanda nei periodi deboli;
-
relazione continuativa.
Le analisi pubblicate da InvestimentiAlberghieri.it evidenziano come il valore di un’impresa alberghiera sia collegato alla qualità dei ricavi, alla stabilità dei flussi di cassa e alla capacità di difendere i margini.
Un hotel che dispone di una clientela fidelizzata e di un canale diretto efficiente presenta una struttura commerciale più solida rispetto a una struttura completamente dipendente dagli intermediari.
Nelle attività di acquisizione, turnaround e valorizzazione sviluppate da Investhotel.it, la capacità di aumentare il fatturato diretto può diventare una delle leve del piano industriale.
L’email marketing, quindi, non deve essere considerato soltanto un’attività promozionale. Può contribuire alla qualità e alla prevedibilità della redditività futura.
Email marketing e controllo di gestione
Ogni campagna deve essere misurata economicamente.
Il numero di invii non rappresenta un risultato.
Anche aperture e clic sono soltanto indicatori intermedi.
L’hotel dovrebbe verificare:
-
prenotazioni generate;
-
fatturato;
-
ricavo netto;
-
tariffa media;
-
costo della piattaforma;
-
costo della creatività;
-
eventuale sconto concesso;
-
spesa accessoria;
-
commissioni evitate;
-
margine incrementale.
Come approfondito su RobertoNecci.it, il marketing alberghiero deve essere collegato al controllo di gestione e alla sostenibilità economica.
Una campagna che produce molte prenotazioni attraverso sconti elevati può generare un risultato inferiore rispetto a una campagna più piccola, mirata a clienti ad alto valore e con un costo di acquisizione ridotto.
La stessa impostazione caratterizza l’approccio operativo di NecciHotels.it, nel quale vendite, revenue management, marketing e gestione devono convergere verso la crescita del margine netto.
Deliverability: arrivare davvero nella casella di posta
Una campagna non può convertire se viene bloccata dai filtri antispam.
La deliverability dipende da fattori tecnici e comportamentali:
-
reputazione del dominio;
-
autenticazione del mittente;
-
qualità della lista;
-
tasso di rimbalzo;
-
segnalazioni spam;
-
coinvolgimento;
-
frequenza;
-
contenuti;
-
link;
-
gestione delle disiscrizioni.
L’hotel dovrebbe adottare configurazioni corrette per:
-
SPF;
-
DKIM;
-
DMARC;
-
dominio di invio;
-
tracciamento;
-
gestione dei bounce.
È inoltre importante eliminare o isolare:
-
indirizzi inesistenti;
-
contatti inattivi da anni;
-
duplicati;
-
spam trap;
-
indirizzi generici non pertinenti;
-
utenti che non interagiscono mai.
Inviare sempre a tutta la lista può danneggiare la reputazione del dominio.
La frequenza di invio
Non esiste una frequenza valida per tutti gli hotel.
Dipende da:
-
segmento;
-
stagionalità;
-
contenuti;
-
comportamento;
-
durata del ciclo di acquisto;
-
tipologia di struttura;
-
mercato.
Un cliente abituale può accettare una frequenza diversa rispetto a un contatto che non ha mai soggiornato.
Il CRM dovrebbe permettere di impostare regole di pressione commerciale, evitando che lo stesso utente riceva troppe comunicazioni in pochi giorni.
I KPI dell’email marketing alberghiero
Delivery rate
Indica la percentuale di e-mail effettivamente consegnate.
Un valore basso può segnalare problemi nella qualità della lista o nella reputazione del mittente.
Open rate
Misura la percentuale di destinatari che aprono il messaggio.
Va interpretato con cautela, anche a causa dei sistemi che possono alterare il tracciamento delle aperture.
Click-through rate
Indica la percentuale di destinatari che clicca su almeno un collegamento.
Misura l’interesse verso il contenuto e la proposta.
Click-to-open rate
Rapporta i clic alle aperture e aiuta a valutare l’efficacia del contenuto dopo l’apertura.
Conversion rate
Misura la percentuale di utenti che completano l’azione desiderata:
-
prenotazione;
-
richiesta;
-
acquisto;
-
iscrizione;
-
upgrade.
Ricavi generati
È uno degli indicatori principali.
Ogni campagna dovrebbe essere collegata, quando tecnicamente possibile, alle prenotazioni e ai ricavi prodotti.
Revenue per recipient
Rapporta il ricavo al numero dei destinatari e consente di confrontare campagne di dimensioni differenti.
Tasso di disiscrizione
Un aumento può indicare:
-
scarsa rilevanza;
-
frequenza eccessiva;
-
contenuti troppo promozionali;
-
segmentazione insufficiente.
Spam complaint rate
Le segnalazioni spam sono particolarmente dannose per la reputazione del mittente.
Bounce rate
Misura la percentuale di messaggi non consegnati.
Un tasso elevato segnala problemi nella qualità del database.
Tasso di ritorno
Indica quanti clienti già presenti nel database effettuano un nuovo soggiorno.
Quota di prenotazioni dirette
L’email marketing dovrebbe contribuire ad aumentare la percentuale di clienti che prenota sul sito ufficiale o attraverso il contatto diretto.
Come calcolare il ROI dell’email marketing
In forma semplificata:
ROI = (ricavo incrementale – costo della campagna) / costo della campagna × 100
Il costo dovrebbe includere:
-
piattaforma;
-
consulenza;
-
personale;
-
creatività;
-
promozione;
-
sconto;
-
integrazioni;
-
eventuali costi tecnici.
Il ricavo dovrebbe essere analizzato al netto di:
-
costi variabili;
-
servizi inclusi;
-
commissioni;
-
costi di pagamento;
-
eventuali cannibalizzazioni.
È inoltre utile distinguere tra:
-
ricavi immediati;
-
ricavi da upselling;
-
ricavi da riattivazione;
-
commissioni OTA evitate;
-
valore futuro del cliente.
Gli errori più comuni
Acquistare liste di contatti
Le liste acquistate presentano bassa qualità, assenza di relazione, rischi normativi e probabilità elevata di segnalazioni spam.
L’hotel deve costruire il proprio database attraverso contatti reali e autorizzati.
Inviare sempre a tutti
La mancata segmentazione riduce performance e deliverability.
Usare soltanto promozioni
Il rapporto con l’ospite deve includere contenuti, servizi, novità e valore.
Non integrare PMS, CRM e booking engine
Senza integrazione, i dati rimangono frammentati e le automazioni diventano imprecise.
Non escludere chi ha già prenotato
Inviare una promozione a un cliente che ha appena prenotato può generare confusione, richieste di adeguamento o cancellazioni.
Non controllare la versione mobile
Gran parte delle e-mail viene letta da smartphone. Testi, immagini e CTA devono essere progettati di conseguenza.
Utilizzare oggetti ingannevoli
Può aumentare temporaneamente le aperture, ma riduce la fiducia e danneggia il brand.
Non verificare i link
Un collegamento errato o una pagina non disponibile può compromettere l’intera campagna.
Non misurare le prenotazioni
Senza attribuzione, l’hotel non può capire quali campagne producano valore.
Trascurare la pulizia del database
Contatti inattivi e indirizzi errati peggiorano la reputazione del mittente.
Il capitale umano dietro l’automazione
Le piattaforme possono inviare migliaia di messaggi e attivare flussi complessi, ma non possono sostituire completamente la strategia.
Servono competenze per:
-
definire i segmenti;
-
progettare i customer journey;
-
scrivere testi;
-
configurare i trigger;
-
gestire la deliverability;
-
interpretare i dati;
-
coordinarsi con il revenue manager;
-
valutare la redditività;
-
proteggere il brand.
Quando la struttura necessita di inserire figure specializzate come CRM specialist, e-commerce manager, digital marketing manager o responsabili commerciali, può ricorrere a operatori verticali nell’hospitality come VertexExecutiveSearch.it.
La tecnologia genera risultati soltanto quando viene governata da persone capaci di collegare dati, marketing e conto economico.
Un piano operativo per introdurre l’email marketing in hotel
L’implementazione può essere suddivisa in dodici passaggi:
-
censire tutte le fonti dei dati;
-
verificare consensi e qualità del database;
-
eliminare duplicati e indirizzi errati;
-
integrare PMS, CRM e booking engine;
-
definire i segmenti prioritari;
-
impostare dominio e autenticazioni;
-
progettare il template mobile;
-
attivare le automazioni fondamentali;
-
programmare il calendario delle campagne;
-
costruire landing page dedicate;
-
impostare attribuzione e KPI;
-
ottimizzare mensilmente i risultati.
È preferibile iniziare con poche automazioni ben progettate:
-
welcome;
-
pre-arrival;
-
post-stay;
-
richiesta di recensione;
-
win-back;
-
anniversario del soggiorno.
Successivamente, il sistema può essere ampliato con flussi più avanzati.
Quando affidare l’email marketing a un partner esterno
Non tutte le strutture dispongono internamente delle risorse necessarie per gestire:
-
strategia;
-
CRM;
-
integrazioni;
-
copywriting;
-
design;
-
deliverability;
-
automazioni;
-
reporting;
-
coordinamento con il revenue;
-
analisi economica.
In questi casi, il supporto esterno deve andare oltre la semplice produzione grafica delle newsletter.
Il partner dovrebbe comprendere:
-
posizionamento;
-
segmenti;
-
distribuzione;
-
costi di acquisizione;
-
revenue management;
-
booking engine;
-
marginalità;
-
obiettivi commerciali.
Per interventi più ampi di riorganizzazione manageriale e commerciale è possibile approfondire i servizi di consulenza e gestione sviluppati da HotelManagementGroup.it.
L’email marketing produce i risultati migliori quando è integrato nell’intera strategia dell’hotel e non trattato come attività isolata.
Il database non produce valore da solo
Avere migliaia di indirizzi nel PMS non significa possedere una strategia di email marketing.
Il database genera valore soltanto quando viene:
-
aggiornato;
-
segmentato;
-
attivato;
-
misurato;
-
collegato alle prenotazioni;
-
coordinato con il revenue;
-
utilizzato nel rispetto del cliente.
Ogni ospite che lascia l’hotel senza entrare in un percorso di relazione rappresenta un’occasione perduta.
Le OTA continueranno a comunicare con quel cliente, proponendogli nuove destinazioni e nuove strutture. Se l’hotel rimane silenzioso, rischia di dover pagare nuovamente una commissione per riacquisire una persona che ha già ospitato.
L’obiettivo non è eliminare completamente gli intermediari. È evitare che siano gli unici soggetti capaci di mantenere il rapporto con il cliente.
Smetti di regalare alle OTA i clienti che hai già conquistato
Ogni indirizzo e-mail raccolto correttamente rappresenta un’opportunità.
Ma un contatto non utilizzato non genera prenotazioni, non aumenta la fedeltà e non riduce le commissioni.
Mentre il database rimane fermo nel PMS, le OTA continuano a investire in algoritmi, automazioni e comunicazioni per riportare lo stesso cliente sulle proprie piattaforme.
HotelMarketingLab.it analizza e riorganizza l’intero sistema di email marketing dell’hotel:
-
qualità del database;
-
segmentazione;
-
CRM;
-
integrazione con PMS e booking engine;
-
automazioni;
-
customer journey;
-
deliverability;
-
campagne;
-
copywriting;
-
attribuzione delle prenotazioni;
-
redditività netta.
Non continuare a pagare commissioni per riconquistare ospiti che conoscono già il tuo hotel.
Scrivi subito a info@hotelmarketinglab.it e richiedi un audit completo del tuo database e delle tue attuali attività di email marketing.
Analizzeremo:
-
quanti contatti sono realmente utilizzabili;
-
quali segmenti possono essere attivati;
-
quali automazioni mancano;
-
quanti ricavi possono derivare dall’upselling;
-
quali clienti possono essere riattivati;
-
quali problemi stanno riducendo la deliverability;
-
quanto fatturato diretto non viene attualmente intercettato.
Ogni mese senza automazioni significa perdere prenotazioni, opportunità di upselling e clienti che potrebbero tornare direttamente.
Contatta ora info@hotelmarketinglab.it e trasforma il database del tuo hotel in un sistema continuativo di prenotazioni dirette, ritorno degli ospiti e crescita del margine.
FAQ:
Che cos’è l’email marketing per hotel?
È l’insieme delle comunicazioni inviate dall’hotel a potenziali clienti, ospiti confermati e clienti passati per aumentare prenotazioni dirette, vendere servizi e favorire il ritorno in struttura.
Quali automazioni e-mail dovrebbe avere un hotel?
Le principali sono welcome e-mail, recupero della prenotazione abbandonata, pre-arrival, comunicazione durante il soggiorno, post-stay, richiesta di recensione, anniversario del soggiorno e win-back.
Come si segmenta il database di un hotel?
Il database può essere segmentato per motivazione del viaggio, frequenza, provenienza, periodo di soggiorno, composizione del nucleo, tariffa media, servizi acquistati e valore complessivo del cliente.
Che cos’è una pre-arrival e-mail?
È una comunicazione inviata prima dell’arrivo per fornire informazioni utili e proporre servizi come upgrade, transfer, parcheggio, ristorante, SPA, early check-in o late check-out.
Che cos’è una campagna win-back?
È una campagna rivolta ai clienti che non prenotano da tempo, con l’obiettivo di riattivarli attraverso un’offerta, un servizio o una motivazione coerente con i loro soggiorni precedenti.
Come si misura il ROI dell’email marketing alberghiero?
Si confrontano ricavi e margini generati dalle campagne con i costi della piattaforma, della produzione, delle integrazioni e degli eventuali incentivi offerti.
L’email marketing può ridurre la dipendenza dalle OTA?
Sì. Permette all’hotel di mantenere una relazione diretta con i clienti già acquisiti e di riportarli sul sito ufficiale per le prenotazioni successive.
Quante e-mail dovrebbe inviare un hotel?
Non esiste una frequenza universale. Dipende dal segmento, dalla stagionalità, dal comportamento del cliente e dalla qualità dei contenuti. È importante controllare la pressione commerciale ed evitare invii eccessivi.
Vuoi sapere quanti ricavi il tuo hotel sta perdendo a causa di un database inattivo e automazioni mancanti? Richiedi un audit su HotelMarketingLab.it oppure scrivi immediatamente a info@hotelmarketinglab.it.