Nel percorso digitale che conduce un viaggiatore alla prenotazione di una camera, esiste un punto di contatto che precede spesso la visita al sito ufficiale dell’hotel e, in molti casi, anche l’accesso alle OTA: Google Search e Google Maps.

Quando un potenziale ospite cerca “hotel 4 stelle centro Roma”, “hotel con parcheggio vicino alla stazione” oppure digita direttamente il nome della struttura, il primo impatto con l’hotel è determinato in larga parte dal suo Google Business Profile, precedentemente conosciuto come Google My Business.

Per una struttura ricettiva non si tratta di una semplice scheda con indirizzo, telefono e indicazioni stradali. È una vera vetrina commerciale, capace di mostrare:

  • posizione;

  • fotografie;

  • servizi;

  • recensioni;

  • tariffe;

  • disponibilità;

  • link al sito ufficiale;

  • collegamenti diretti al booking engine.

Google Business Profile può quindi diventare un importante punto di accesso alla prenotazione diretta. Ma per produrre risultati deve essere gestito con la stessa attenzione riservata al sito web, alle campagne pubblicitarie e ai portali di vendita.

Perché Google Business Profile è decisivo per un hotel

La scheda Google intercetta utenti che si trovano generalmente in una fase avanzata del processo decisionale.

Chi cerca genericamente “vacanze a Roma” sta ancora raccogliendo informazioni. Chi cerca “hotel Roma Termini con parcheggio” oppure il nome esatto di un albergo sta invece valutando una struttura, confrontando prezzi o cercando il percorso più rapido per prenotare.

Questo rende il traffico proveniente da Google Maps particolarmente interessante: non è soltanto traffico informativo, ma può essere domanda commerciale ad alta intenzione.

Una scheda completa e aggiornata può aiutare l’hotel a:

  • comparire nelle ricerche locali pertinenti;

  • presentare correttamente servizi e caratteristiche;

  • trasmettere fiducia prima della visita al sito;

  • ottenere telefonate e richieste di indicazioni;

  • portare utenti al sito ufficiale;

  • intercettare prenotazioni attraverso i link gratuiti;

  • ridurre la dipendenza dalle OTA.

Google precisa che il posizionamento locale dipende principalmente da tre fattori: pertinenza, distanza ed evidenza o notorietà. Non esiste quindi un comando per “acquistare” una posizione migliore su Maps: occorre aumentare la qualità, la completezza e l’autorevolezza complessiva della presenza digitale dell’hotel.

1. Rivendicare e verificare la proprietà della scheda

Il primo controllo da effettuare riguarda la proprietà del profilo.

La presenza dell’hotel su Google Maps non significa automaticamente che la scheda sia gestita dalla direzione. Molte strutture possiedono profili creati automaticamente da Google, da utenti o da precedenti gestori, senza che l’attuale proprietà abbia il pieno controllo delle informazioni.

L’hotel deve quindi:

  1. cercare il nome esatto della struttura su Google;

  2. verificare chi possiede il profilo;

  3. richiederne la proprietà, quando necessario;

  4. completare il procedimento di verifica;

  5. assegnare ruoli e autorizzazioni soltanto a persone o partner affidabili.

La verifica è indispensabile per modificare correttamente numerosi dati, rispondere alle recensioni e intervenire sui comfort della struttura. Per gli hotel, Google prevede inoltre una gestione specifica degli attributi e dei servizi offerti.

Un errore frequente consiste nel lasciare la scheda collegata all’account personale di un ex dipendente, di un’agenzia o di un collaboratore esterno. Il proprietario principale dovrebbe invece essere un account aziendale controllato direttamente dalla società alberghiera.

2. Ottimizzare nome, indirizzo e numero di telefono

La coerenza delle informazioni di base è uno degli elementi fondamentali di qualsiasi strategia di Local SEO.

Il cosiddetto NAP — Name, Address, Phone — deve essere uniforme su:

  • Google Business Profile;

  • sito ufficiale;

  • booking engine;

  • portali OTA;

  • directory turistiche;

  • pagine social;

  • portali istituzionali;

  • siti di associazioni e consorzi.

Il nome della struttura deve corrispondere alla denominazione realmente utilizzata e non deve essere trasformato in una sequenza artificiale di parole chiave.

Una dicitura come:

Hotel Splendid Roma Centro Economico con SPA e Parcheggio

può apparire allettante dal punto di vista SEO, ma rischia di violare le linee guida sulla rappresentazione delle attività e di provocare modifiche automatiche, contestazioni o limitazioni del profilo.

Occorre utilizzare il nome reale dell’hotel e lavorare sulla pertinenza attraverso descrizione, categoria, attributi, sito web, contenuti e autorevolezza generale.

Anche l’indirizzo deve essere scritto nello stesso modo su tutti i canali. Differenze apparentemente insignificanti — numero civico errato, CAP non aggiornato, denominazione incompleta della strada — possono creare confusione tra fonti differenti.

3. Scegliere correttamente categoria e tipologia della struttura

La categoria comunica a Google la natura dell’attività.

Un hotel non dovrebbe utilizzare categorie generiche o non corrispondenti al servizio realmente offerto soltanto per ampliare il numero delle ricerche intercettate.

La scelta deve riflettere con precisione la tipologia effettiva:

  • hotel;

  • resort;

  • bed & breakfast;

  • residence;

  • ostello;

  • motel;

  • aparthotel;

  • struttura ricettiva assimilabile.

È importante anche controllare l’eventuale classificazione dell’hotel, il brand associato e le informazioni provenienti dalle fonti esterne.

Quando all’interno della struttura sono presenti ristorante, bar, spa o negozi accessibili anche a clienti non alloggiati, può essere valutata la creazione di profili separati. Google ammette questa possibilità quando le attività interne sono effettivamente accessibili in maniera indipendente.

Non bisogna però creare schede duplicate per reparti che non rappresentano vere attività autonome: la proliferazione di profili può generare confusione, recensioni frammentate e problemi di gestione.

4. Compilare tutti i servizi e gli attributi dell’hotel

Gli hotel dispongono di una sezione dedicata ai propri servizi e comfort.

La completezza degli attributi aiuta Google a comprendere meglio l’offerta e permette agli utenti di valutare immediatamente se la struttura risponde alle loro esigenze.

Tra le informazioni da controllare rientrano:

  • Wi-Fi gratuito o a pagamento;

  • parcheggio;

  • colazione;

  • ristorante;

  • bar;

  • piscina;

  • palestra;

  • spa;

  • aria condizionata;

  • navetta aeroportuale;

  • accessibilità;

  • servizi per famiglie;

  • camere pet-friendly;

  • reception;

  • servizi business;

  • sale riunioni;

  • tipologia delle camere;

  • politiche relative agli animali;

  • servizi inclusi o disponibili a pagamento.

Google consente ai proprietari di hotel verificati di modificare servizi e comfort attraverso la sezione dedicata ai dettagli della struttura.

Ogni attributo deve essere reale, verificabile e aggiornato. Dichiarare un servizio non effettivamente disponibile può generare aspettative errate, reclami e recensioni negative.

5. Controllare con precisione il pin sulla mappa

La posizione del puntatore deve indicare l’ingresso reale utilizzato dagli ospiti, non semplicemente il centro geometrico dell’edificio.

Questo aspetto è particolarmente importante per:

  • hotel inseriti in complessi immobiliari;

  • resort con più accessi;

  • strutture situate in zone pedonali;

  • alberghi con ingresso su una strada diversa da quella amministrativa;

  • strutture presenti all’interno di centri commerciali o stazioni;

  • hotel con parcheggio o reception distanti dall’accesso principale.

Un pin errato può causare:

  • indicazioni stradali sbagliate;

  • difficoltà per taxi e transfer;

  • telefonate ripetute alla reception;

  • ritardi nel check-in;

  • frustrazione dell’ospite;

  • recensioni negative evitabili.

Il controllo deve essere effettuato sia da desktop sia da smartphone, simulando il percorso di un cliente che raggiunge l’hotel in auto, a piedi e con i mezzi pubblici.

6. Scrivere una descrizione utile, non autoreferenziale

La descrizione dell’attività deve spiegare in modo immediato:

  • che tipo di hotel è;

  • dove si trova;

  • a quale segmento si rivolge;

  • quali sono i suoi principali elementi distintivi;

  • quali attrazioni o infrastrutture sono vicine;

  • perché dovrebbe essere preferito alle alternative.

Una descrizione efficace non è un elenco di slogan come “esperienza indimenticabile”, “ospitalità unica” o “servizio d’eccellenza”. Deve contenere informazioni utili e verificabili.

Esempio:

Hotel 4 stelle situato nel quartiere EUR di Roma, con camere executive, suite, ristorante interno, parcheggio e collegamenti con il centro storico. La struttura è adatta a soggiorni business, viaggi di coppia ed eventi aziendali.

Le parole chiave devono essere inserite con naturalezza. L’obiettivo non è riempire il testo di termini geografici, ma aiutare Google e l’utente a comprendere il posizionamento dell’hotel.

7. Costruire una strategia fotografica orientata alla conversione

Le immagini non svolgono soltanto una funzione estetica. Contribuiscono a determinare la percezione del prodotto, il livello di fiducia e la propensione dell’utente a visitare il sito ufficiale.

La galleria dovrebbe includere almeno:

  • facciata esterna di giorno;

  • ingresso principale;

  • reception;

  • camere per ogni categoria;

  • bagni;

  • aree comuni;

  • sala colazione;

  • ristorante;

  • bar;

  • terrazza;

  • palestra o spa;

  • sale meeting;

  • parcheggio;

  • viste panoramiche;

  • dettagli distintivi dell’esperienza.

Google permette di caricare fotografie e video nel profilo, purché rispettino le linee guida e le norme sui contenuti.

Le immagini dovrebbero essere recenti, luminose, realistiche e coerenti con il prodotto effettivamente venduto.

Una fotografia eccessivamente ritoccata può aumentare inizialmente il click, ma creare una distanza tra promessa digitale ed esperienza reale. Quella distanza si trasforma facilmente in insoddisfazione e recensioni negative.

Il calendario fotografico

La galleria non dovrebbe essere aggiornata soltanto dopo una ristrutturazione. È utile prevedere un calendario periodico:

  • camere e ambienti rinnovati;

  • nuove proposte gastronomiche;

  • allestimenti stagionali;

  • terrazze e spazi esterni;

  • eventi;

  • servizi introdotti;

  • contenuti legati alla destinazione.

La continuità comunica che l’hotel è operativo, curato e aggiornato.

8. Attivare i Free Booking Links

La leva commerciale più importante per molti hotel è rappresentata dai Free Booking Links, i link di prenotazione gratuiti collegati al sistema Google dedicato agli hotel.

Quando l’integrazione è corretta, Google può mostrare:

  • nome del sito ufficiale o del partner;

  • tariffa disponibile;

  • date del soggiorno;

  • collegamento diretto alla pagina di prenotazione.

Il cliente può quindi passare da Google al booking engine dell’hotel senza dover necessariamente prenotare attraverso un’OTA.

Google non applica costi per i clic sui link gratuiti. La piattaforma precisa però che il booking engine o il partner tecnologico deve essere correttamente collegato a Google Hotel Center e deve trasmettere disponibilità, prezzi e pagine di destinazione. Molti hotel potrebbero essere già connessi attraverso il proprio fornitore tecnologico.

L’assenza di un costo per il clic da parte di Google non esclude eventuali costi richiesti dal booking engine o dal connectivity provider per l’integrazione.

Cosa chiedere al fornitore del booking engine

La direzione dovrebbe ottenere risposte precise alle seguenti domande:

  1. Il booking engine è integrato con Google Hotel Center?

  2. I Free Booking Links sono attivi per la struttura?

  3. Le tariffe vengono aggiornate in tempo reale?

  4. Tasse e supplementi sono mostrati correttamente?

  5. Quale pagina riceve l’utente dopo il click?

  6. Il tracciamento delle prenotazioni è configurato?

  7. Esistono costi tecnici o commissioni?

  8. Sono disponibili report separati per traffico gratuito e campagne a pagamento?

Una risposta vaga come “siamo presenti su Google” non è sufficiente. Occorre verificare materialmente la visualizzazione del link ufficiale, effettuare ricerche con date differenti e simulare una prenotazione completa.

9. Garantire accuratezza di prezzi e disponibilità

Mostrare una tariffa su Google e una cifra diversa sul booking engine è uno degli errori più dannosi.

L’utente che clicca su una camera da 180 euro e trova una tariffa finale da 225 euro percepisce incoerenza e scarsa trasparenza. In molti casi abbandona il processo e torna alle OTA.

Google considera, nel ranking dei link gratuiti, elementi come:

  • utilità per il viaggiatore;

  • valore dell’offerta;

  • esperienza della pagina di destinazione;

  • accuratezza dei prezzi;

  • aggiornamento delle informazioni.

Il rapporto commerciale con Google e la partecipazione alle campagne Hotel Ads non permettono di acquistare una posizione migliore tra i link gratuiti.

Le best practice ufficiali indicano inoltre la necessità di:

  • trasmettere prezzi aggiornati;

  • allineare la tariffa mostrata con quella presente sulla landing page;

  • includere correttamente tasse e supplementi;

  • inviare l’utente alla camera e alla tariffa selezionate;

  • garantire una pagina veloce e pienamente funzionante.

10. Costruire un vantaggio reale sul canale diretto

Essere presenti con il link ufficiale non basta. L’utente deve avere una ragione concreta per prenotare direttamente.

L’hotel può lavorare su:

  • tariffa diretta più conveniente, nel rispetto degli accordi commerciali applicabili;

  • colazione inclusa;

  • cancellazione più flessibile;

  • upgrade soggetto a disponibilità;

  • late check-out;

  • parcheggio agevolato;

  • welcome drink;

  • accesso a servizi esclusivi;

  • condizioni dedicate agli iscritti;

  • assistenza diretta prima del soggiorno.

Il confronto non avviene soltanto sul prezzo. Avviene sul valore complessivo percepito.

Una tariffa ufficiale uguale a quella dell’OTA, ma accompagnata da maggiore flessibilità e servizi esclusivi, può risultare più competitiva di un semplice sconto.

11. Collegare Google Business Profile al sito ufficiale corretto

Il link principale della scheda dovrebbe portare a una pagina:

  • mobile friendly;

  • veloce;

  • aggiornata;

  • disponibile nelle lingue principali;

  • coerente con le immagini della scheda;

  • dotata di una call to action evidente;

  • collegata a un booking engine efficiente.

Mandare il traffico alla homepage non è sempre la scelta migliore. Per particolari campagne, mercati o sedi può essere utile progettare landing page dedicate, purché rappresentino realmente la struttura e non creino passaggi inutili.

È inoltre consigliabile aggiungere parametri UTM al link del sito, in modo da distinguere in Google Analytics il traffico proveniente dalla scheda rispetto al traffico organico tradizionale.

Esempio:

utm_source=google&utm_medium=organic&utm_campaign=google_business_profile

Per i Free Booking Links, Hotel Center mette a disposizione report dedicati e consente di distinguere i clic gratuiti attraverso variabili applicate alle pagine di destinazione.

12. Gestire le recensioni come un processo operativo

Le recensioni non devono essere considerate un’attività da affidare occasionalmente alla reception.

Google specifica che il numero delle recensioni e le valutazioni positive contribuiscono all’evidenza dell’attività nei risultati locali. Le risposte utili aiutano inoltre la struttura a distinguersi e a mostrare attenzione verso il cliente.

È necessario istituire una procedura che stabilisca:

  • chi controlla le nuove recensioni;

  • entro quanto tempo rispondere;

  • chi gestisce i reclami più delicati;

  • quando coinvolgere la direzione;

  • come trasferire i problemi ai reparti operativi;

  • come verificare che la causa del reclamo sia stata eliminata.

Come rispondere alle recensioni positive

La risposta dovrebbe:

  • ringraziare l’ospite;

  • citare un elemento specifico del soggiorno;

  • evitare formule identiche per tutti;

  • rafforzare il posizionamento dell’hotel;

  • invitare con discrezione a tornare.

Come rispondere alle recensioni negative

La risposta dovrebbe:

  • mantenere un tono professionale;

  • riconoscere il disagio quando reale;

  • evitare aggressività e sarcasmo;

  • non divulgare dati personali;

  • proporre un contatto diretto;

  • spiegare sinteticamente le azioni correttive;

  • non trasformarsi in una discussione pubblica.

Google raccomanda risposte chiare, brevi, professionali e non eccessivamente promozionali. In presenza di una critica, suggerisce di proteggere la privacy, evitare attacchi personali e mostrare empatia.

La recensione non nasce online: nasce quasi sempre durante il soggiorno. La reputazione digitale è quindi il risultato della qualità operativa.

Come viene approfondito su RobertoNecci.it, marketing, organizzazione, controllo di gestione e qualità del servizio non possono essere separati. Prima di migliorare le risposte alle recensioni, bisogna ridurre le cause che le generano.

L’esperienza maturata nella gestione di strutture e progetti alberghieri, rappresentata anche attraverso Necci Hotels, mostra quanto la coerenza tra promessa commerciale ed erogazione del servizio incida sulla reputazione, sulla conversione e sulla capacità di sostenere il prezzo.

13. Richiedere recensioni senza violare le regole

L’hotel può chiedere agli ospiti di lasciare una recensione, ma deve evitare pratiche scorrette.

Sono da escludere:

  • recensioni acquistate;

  • profili falsi;

  • incentivi economici in cambio di cinque stelle;

  • selezione artificiale dei soli clienti soddisfatti;

  • pressioni sul cliente;

  • utilizzo dei dispositivi dell’hotel per pubblicare recensioni.

La richiesta può essere inserita:

  • nell’e-mail successiva al check-out;

  • nel CRM;

  • in un messaggio post-soggiorno;

  • mediante QR code;

  • all’interno del programma fedeltà;

  • nella comunicazione inviata dalla reception.

Google consente alle attività verificate di condividere un link diretto o un QR code per facilitare l’invio delle recensioni.

L’obiettivo non deve essere ottenere improvvisamente decine di recensioni, ma costruire un flusso costante, autentico e sostenibile.

14. Trasformare la scheda in uno strumento di Revenue Management

Google Business Profile non appartiene esclusivamente al marketing.

La scheda si trova al punto di incontro tra:

  • visibilità;

  • reputazione;

  • prezzi;

  • disponibilità;

  • conversione;

  • distribuzione;

  • marginalità.

Per questo dovrebbe essere controllata congiuntamente da marketing, revenue management, direzione e responsabili operativi.

Le informazioni presenti su Maps devono essere coerenti con:

  • strategia tariffaria;

  • campagne;

  • sito ufficiale;

  • offerte;

  • stagionalità;

  • categorie di camera;

  • servizi realmente disponibili.

Quando il marketing promette un vantaggio che il booking engine non mostra, oppure quando Google presenta una tariffa non aggiornata, il problema non è soltanto tecnico: è un problema di conversione e di ricavo.

15. Misurare le performance corrette

Non bisogna limitarsi a controllare quante volte la scheda viene visualizzata.

Google mette a disposizione dati sulle modalità con cui gli utenti scoprono il profilo e sulle azioni compiute successivamente, come visualizzazioni, clic e altre interazioni su Ricerca e Maps.

I KPI più utili per un hotel sono:

  • visualizzazioni su Google Search;

  • visualizzazioni su Google Maps;

  • ricerche branded;

  • ricerche non branded;

  • clic verso il sito;

  • telefonate;

  • richieste di indicazioni;

  • clic sui link di prenotazione;

  • conversioni del booking engine;

  • ricavi generati;

  • valore medio della prenotazione;

  • costo di acquisizione;

  • quota di prenotazioni dirette;

  • accuratezza delle tariffe;

  • tasso di conversione della landing page.

Il vero obiettivo non è aumentare le visualizzazioni della scheda, ma trasformare la visibilità in fatturato diretto misurabile.

16. Comprendere l’impatto sul valore dell’hotel

La disintermediazione non produce soltanto un beneficio commerciale immediato.

Ogni prenotazione trasferita da un canale commissionabile a un canale diretto può ridurre il costo di acquisizione e migliorare il margine operativo della struttura.

Su volumi rilevanti, una migliore gestione di Google Maps, sito ufficiale, booking engine e metamotori può contribuire a:

  • ridurre le commissioni;

  • aumentare il margine per camera;

  • migliorare il GOP;

  • aumentare l’EBITDA;

  • rafforzare la capacità di generare cassa;

  • accrescere l’attrattività dell’attività per investitori e finanziatori.

Il rapporto tra performance digitale, redditività e valore dell’asset viene analizzato costantemente da portali specializzati come InvestimentiAlberghieri.it e Investhotel.it.

Una strategia digitale efficace non è quindi soltanto una questione di comunicazione. È una leva di valorizzazione aziendale.

17. Gli errori più comuni degli hotel

Tra gli errori che riducono maggiormente l’efficacia della scheda troviamo:

  • profilo non verificato;

  • proprietà assegnata a soggetti esterni;

  • nome modificato con parole chiave artificiali;

  • numero di telefono non aggiornato;

  • pin posizionato nel punto sbagliato;

  • servizi mancanti o non corretti;

  • fotografie vecchie;

  • categorie di camera non rappresentate;

  • recensioni senza risposta;

  • risposte standardizzate;

  • Free Booking Links non attivi;

  • prezzi diversi tra Google e booking engine;

  • link al sito non tracciato;

  • assenza di controllo sui ricavi generati;

  • mancato coordinamento tra marketing e revenue management.

La maggior parte di questi problemi non richiede investimenti pubblicitari aggiuntivi. Richiede metodo, responsabilità e controllo.

18. Piano operativo di 30 giorni

Prima settimana: controllo tecnico

  • Rivendicare e verificare il profilo.

  • Controllare proprietari e amministratori.

  • Verificare nome, indirizzo, telefono e sito.

  • Controllare il pin.

  • Rimuovere eventuali duplicati.

  • Verificare categoria e classificazione.

Seconda settimana: contenuti e reputazione

  • Aggiornare descrizione e attributi.

  • Caricare fotografie professionali.

  • Organizzare le immagini per tipologia.

  • Rispondere alle recensioni arretrate.

  • Attivare una procedura post-soggiorno.

  • Creare il link o QR code per le recensioni.

Terza settimana: prenotazione diretta

  • Contattare il booking engine.

  • Verificare Hotel Center.

  • Controllare i Free Booking Links.

  • Simulare prenotazioni con più date.

  • Confrontare prezzi ufficiali e OTA.

  • Verificare tasse, supplementi e condizioni.

Quarta settimana: misurazione

  • Inserire parametri UTM.

  • Configurare gli eventi in GA4.

  • Controllare i report di Hotel Center.

  • Misurare clic e conversioni.

  • Calcolare i ricavi diretti.

  • Definire un report mensile.

Google Maps non è una directory: è un canale commerciale

Considerare Google Business Profile una semplice scheda informativa significa sottovalutare uno dei punti di contatto più vicini alla prenotazione.

Per un hotel, essere visibile su Maps non basta. Occorre essere:

  • pertinente nelle ricerche;

  • credibile nelle recensioni;

  • competitivo nella tariffa;

  • convincente nelle immagini;

  • coerente nei contenuti;

  • tecnicamente collegato al booking engine;

  • misurabile nei risultati.

Solo l’integrazione tra Local SEO, reputazione, revenue management, distribuzione e analisi dei dati permette di trasformare Google Maps in un vero canale di vendita diretta.

Ottimizzare Google Business Profile all’interno di una strategia completa

La scheda Google non può essere gestita come un elemento isolato.

Deve essere inserita in una strategia che comprenda:

  • posizionamento commerciale;

  • pricing;

  • distribuzione;

  • booking engine;

  • sito ufficiale;

  • tracciamento;

  • reputazione;

  • controllo dei risultati.

Per una valutazione complessiva della gestione, dell’organizzazione e dei canali commerciali della struttura è possibile consultare i servizi di advisory e temporary management di Hotel Management Group.

Per gli interventi specifici su Local SEO, Google Business Profile, campagne, booking engine, distribuzione digitale e incremento delle prenotazioni dirette, scopri i servizi di Hotel Marketing Lab.

Smetti di consegnare le tue prenotazioni alle OTA

Una scheda incompleta, tariffe non allineate e Free Booking Links non configurati possono deviare verso Booking.com, Expedia e altri intermediari utenti che stavano già cercando il tuo hotel.

Non si tratta di generare nuova domanda. Si tratta, prima di tutto, di non perdere quella che esiste già.

Ogni giorno senza tracciamento significa non sapere:

  • quanti clienti arrivano da Google Maps;

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Ogni prenotazione diretta persa oggi potrebbe diventare una commissione pagata per anni.



FAQ 

Google Business Profile è gratuito per gli hotel?
La gestione del profilo è gratuita. Anche i Free Booking Links non prevedono costi per i clic da parte di Google, ma il booking engine o il partner tecnologico potrebbe applicare costi di integrazione.

Come può un hotel comparire meglio su Google Maps?
Deve mantenere informazioni complete e corrette, utilizzare la categoria appropriata, aggiornare servizi e fotografie, ottenere recensioni autentiche e rafforzare la propria autorevolezza online.

Cosa sono i Free Booking Links?
Sono collegamenti gratuiti che possono mostrare su Google la tariffa del sito ufficiale e portare l’utente direttamente alla pagina di prenotazione dell’hotel.

Le recensioni influenzano il posizionamento su Google Maps?
Google indica che numero delle recensioni e valutazioni positive contribuiscono all’evidenza dell’attività nei risultati locali.

Come si misurano le prenotazioni provenienti da Google Maps?
È possibile utilizzare parametri UTM, Google Analytics, il tracciamento del booking engine e i report disponibili in Google Hotel Center.