Scopri cosa fa l’Hotel Marketing Manager, quali competenze deve avere, i KPI per valutarlo e le differenze con Revenue, Sales e Brand Manager.
Nel mercato alberghiero contemporaneo non è più sufficiente pubblicare qualche contenuto sui social, aggiornare le fotografie del sito o attivare occasionalmente una campagna su Google.
La commercializzazione di un hotel è diventata un processo complesso, nel quale devono convivere analisi dei dati, posizionamento, distribuzione, comunicazione, tecnologia, gestione del budget e capacità di generare prenotazioni profittevoli.
In questo scenario, l’Hotel Marketing Manager assume un ruolo centrale: trasformare il posizionamento della struttura in domanda qualificata, traffico, contatti e prenotazioni.
Il suo compito, però, viene ancora frequentemente confuso con quello del Revenue Manager, del Sales Manager o del Brand Manager. Nelle strutture indipendenti, inoltre, il marketing viene spesso affidato a risorse prive di una reale preparazione alberghiera oppure delegato integralmente ad agenzie esterne senza un controllo manageriale interno.
Il risultato è quasi sempre lo stesso:
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campagne scollegate dalla strategia tariffaria;
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crescita del traffico senza crescita delle prenotazioni;
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dipendenza eccessiva dalle OTA;
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costi di acquisizione non misurati;
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assenza di una strategia CRM;
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difficoltà nel comprendere quali attività producano realmente valore.
Comprendere cosa fa un Hotel Marketing Manager, quali competenze deve possedere e attraverso quali KPI deve essere valutato è quindi essenziale per costruire un’organizzazione commerciale realmente efficace.
Chi è l’Hotel Marketing Manager
L’Hotel Marketing Manager è il responsabile della strategia di marketing, comunicazione e acquisizione della domanda di una struttura ricettiva o di un gruppo alberghiero.
Il suo obiettivo non è semplicemente “far conoscere l’hotel”, ma generare una domanda coerente con:
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il posizionamento della struttura;
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i segmenti di clientela desiderati;
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la strategia tariffaria;
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gli obiettivi di marginalità;
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la distribuzione commerciale;
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la capacità operativa dell’albergo.
Un marketing efficace non deve portare qualsiasi cliente. Deve portare il cliente corretto, nel periodo corretto, sul canale corretto e con un costo di acquisizione sostenibile.
L’Hotel Marketing Manager opera quindi nel punto di incontro tra mercato, prodotto, tecnologia, comunicazione e risultati economici.
Cosa fa concretamente un Hotel Marketing Manager
Le responsabilità possono variare in funzione delle dimensioni dell’hotel, del modello organizzativo e dell’eventuale appartenenza a una catena. Le attività principali comprendono normalmente le seguenti aree.
Definizione del piano marketing
Il Marketing Manager costruisce il piano annuale o stagionale della struttura, individuando:
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obiettivi commerciali;
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target prioritari;
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mercati geografici;
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canali di acquisizione;
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budget disponibile;
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campagne da sviluppare;
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calendario editoriale;
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attività promozionali;
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partnership strategiche;
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indicatori di performance.
Il piano marketing non dovrebbe essere un documento generico, ma uno strumento strettamente collegato al budget dell’hotel, alle previsioni di occupazione e alla strategia di revenue management.
Posizionamento dell’hotel
Il Marketing Manager contribuisce a definire il modo in cui l’hotel deve essere percepito dal mercato.
Questo significa identificare:
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proposta di valore;
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elementi differenzianti;
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motivazioni di prenotazione;
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segmenti di clientela più profittevoli;
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tono della comunicazione;
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vantaggi competitivi rispetto al competitive set.
Un hotel che non definisce chiaramente il proprio posizionamento finisce quasi sempre per competere esclusivamente sul prezzo.
Gestione del sito ufficiale
Il sito web non è una semplice vetrina, ma uno dei principali canali di acquisizione diretta.
Il Marketing Manager deve supervisionare:
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architettura delle pagine;
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qualità dei contenuti;
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esperienza di navigazione;
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velocità del sito;
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ottimizzazione mobile;
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integrazione con il booking engine;
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tracciamento delle conversioni;
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qualità delle landing page;
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chiarezza delle offerte;
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presenza di elementi di fiducia.
Il traffico sul sito, da solo, non rappresenta un risultato. Il vero obiettivo è trasformare le visite in ricerche di disponibilità, prenotazioni, telefonate, richieste di preventivo o iscrizioni al database.
SEO e content marketing
La SEO alberghiera permette alla struttura di intercettare le ricerche effettuate dagli utenti prima della prenotazione.
L’Hotel Marketing Manager deve coordinare la produzione di contenuti in grado di presidiare query relative a:
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destinazione;
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eventi;
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quartieri;
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attrazioni;
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servizi;
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esigenze specifiche degli ospiti;
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tipologie di soggiorno;
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offerte;
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esperienze disponibili sul territorio.
Il content marketing non deve limitarsi alla descrizione delle camere. Deve accompagnare il potenziale cliente durante tutto il processo decisionale.
Campagne pubblicitarie
Tra le attività più importanti rientrano la pianificazione e il controllo delle campagne su:
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Google Ads;
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Google Hotel Ads;
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Meta Ads;
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motori metasearch;
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piattaforme programmatic;
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campagne di remarketing;
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database CRM;
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eventuali portali verticali.
Il Marketing Manager può affidare l’esecuzione tecnica a un’agenzia o a uno specialista, ma deve mantenere il controllo della strategia, del budget e dei risultati.
Delegare l’operatività non significa delegare la responsabilità.
CRM e fidelizzazione
L’acquisizione di un nuovo cliente costa generalmente più della riattivazione di un ospite già conosciuto. Per questo il CRM deve diventare una componente strutturale del marketing alberghiero.
Il Marketing Manager deve collaborare alla creazione di:
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segmentazioni del database;
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comunicazioni pre-stay;
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campagne post-stay;
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offerte per ospiti ricorrenti;
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automazioni;
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programmi di fidelizzazione;
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campagne di recupero;
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strategie di upselling e cross-selling.
Il database proprietario è uno degli asset commerciali più importanti di un hotel.
Reputazione e comunicazione
Recensioni, immagini, contenuti social, pubbliche relazioni e percezione del servizio influenzano direttamente il tasso di conversione e la disponibilità a pagare del cliente.
Il Marketing Manager deve quindi coordinarsi con la direzione e con i reparti operativi per assicurare che la promessa comunicata online corrisponda all’esperienza realmente erogata.
Il marketing non può correggere indefinitamente un prodotto debole. Può valorizzare un buon prodotto, ma non sostituirlo.
Analisi della concorrenza
La lettura del competitive set non riguarda soltanto le tariffe.
Un’analisi completa deve comprendere:
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posizionamento;
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reputazione;
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offerte;
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qualità del sito;
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visibilità organica;
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presenza pubblicitaria;
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distribuzione;
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contenuti;
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servizi;
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target;
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punti di forza e debolezza.
I temi legati alla competitività, al valore dell’asset e alle dinamiche degli investimenti alberghieri vengono approfonditi anche su InvestimentiAlberghieri.it e Investhotel.it, dove marketing, gestione e redditività vengono analizzati anche dal punto di vista della proprietà e dell’investitore.
Le competenze tecniche dell’Hotel Marketing Manager
Nel 2026 l’Hotel Marketing Manager è una figura fortemente analitica e tecnologica. La creatività rimane importante, ma deve essere sostenuta dalla capacità di leggere i dati e valutare l’impatto economico delle decisioni.
Data analysis
Deve saper interpretare correttamente dati provenienti da:
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Google Analytics 4;
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Google Search Console;
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booking engine;
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CRM;
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PMS;
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piattaforme pubblicitarie;
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metasearch;
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strumenti di business intelligence;
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report commerciali e distributivi.
Non è sufficiente conoscere il numero delle visite. È necessario comprendere quali sorgenti producono domanda qualificata, quali campagne generano ricavi e quali attività assorbono budget senza creare valore.
Digital advertising
Deve conoscere le logiche principali di:
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targeting;
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segmentazione;
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bidding;
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remarketing;
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attribuzione;
-
conversion tracking;
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ottimizzazione del budget;
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analisi del ritorno pubblicitario.
Non deve necessariamente configurare personalmente ogni campagna, ma deve essere in grado di valutare criticamente il lavoro di consulenti, agenzie e fornitori.
SEO
Deve comprendere almeno i principi relativi a:
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ricerca delle parole chiave;
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intento di ricerca;
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struttura dei contenuti;
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linking interno;
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SEO locale;
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ottimizzazione delle pagine;
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autorevolezza del dominio;
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qualità tecnica del sito.
La SEO alberghiera non produce soltanto visibilità: può ridurre progressivamente il costo di acquisizione e creare un patrimonio digitale proprietario.
Copywriting e content strategy
Il Marketing Manager deve saper trasformare le caratteristiche dell’hotel in benefici comprensibili per il cliente.
“Camera di 25 metri quadrati” è una caratteristica.
“Uno spazio silenzioso nel quale riposare dopo una giornata di lavoro” è un beneficio.
La comunicazione deve essere orientata alla conversione, senza perdere coerenza con il posizionamento e con l’identità della struttura.
Conoscenza della distribuzione alberghiera
Un Marketing Manager che non conosce il funzionamento delle OTA, del booking engine, dei metasearch e dei principali canali distributivi rischia di generare domanda senza comprenderne l’effettiva redditività.
Deve conoscere almeno:
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commissioni;
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costi di acquisizione;
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attribuzione delle prenotazioni;
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parity;
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promozioni;
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programmi fedeltà delle OTA;
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differenze tra traffico diretto e intermediato;
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ruolo del brand bidding;
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rapporto tra campagne e disponibilità tariffaria.
Comprensione economica
Il marketing alberghiero non può essere separato dal conto economico.
Il responsabile deve comprendere concetti come:
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ricavo netto;
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marginalità;
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costo di acquisizione;
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contribuzione;
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budget;
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forecast;
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ritorno sull’investimento;
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costo delle commissioni;
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valore del cliente nel tempo.
Le soft skill indispensabili
Le competenze tecniche non sono sufficienti. L’Hotel Marketing Manager deve possedere anche qualità manageriali e relazionali.
Visione strategica
Deve distinguere le attività capaci di produrre risultati duraturi dalle iniziative tattiche di breve periodo.
Una campagna promozionale può sostenere un periodo di bassa domanda, ma non sostituisce il posizionamento, la qualità del prodotto o una corretta strategia distributiva.
Leadership
Il Marketing Manager deve coordinare figure interne ed esterne:
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grafici;
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copywriter;
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agenzie;
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fotografi;
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sviluppatori;
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social media specialist;
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consulenti SEO;
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revenue manager;
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responsabili commerciali;
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direzione operativa.
Deve essere in grado di assegnare obiettivi, verificare le consegne e mantenere coerenza tra attività differenti.
Capacità di collaborazione
Il marketing alberghiero non può operare come un reparto isolato.
Il Marketing Manager deve confrontarsi continuamente con:
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direzione generale;
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revenue management;
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sales;
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front office;
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reservation;
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food and beverage;
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amministrazione;
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proprietà.
Una campagna può essere tecnicamente perfetta, ma diventare inefficace se promuove date senza disponibilità, tariffe non competitive o servizi che l’hotel non riesce a erogare correttamente.
Orientamento ai risultati
La qualità di un responsabile marketing non si misura dalla quantità di attività prodotte, ma dalla capacità di trasformare il budget in risultati verificabili.
Hotel Marketing Manager e Revenue Manager: qual è la differenza?
La distinzione fondamentale è semplice:
il Marketing Manager genera, intercetta e orienta la domanda; il Revenue Manager decide come valorizzarla attraverso prezzo, disponibilità e inventario.
L’Hotel Marketing Manager lavora principalmente su:
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visibilità;
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traffico;
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posizionamento;
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comunicazione;
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campagne;
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acquisizione;
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conversione;
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fidelizzazione.
Il Revenue Manager lavora principalmente su:
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domanda prevista;
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pricing;
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restrizioni;
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disponibilità;
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segmentazione;
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forecast;
-
inventario;
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rendimento dei canali;
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ottimizzazione del RevPAR.
Una campagna marketing può generare traffico, ma se il prezzo è incoerente o il booking engine non mostra disponibilità, la conversione sarà debole.
Allo stesso modo, una tariffa ottimale non produce risultati se l’hotel non è visibile o non riesce a intercettare domanda.
Le due figure devono quindi condividere informazioni, calendario e obiettivi.
Hotel Marketing Manager e Brand Manager
Il Brand Manager tutela l’identità e la coerenza del marchio.
Il suo focus riguarda principalmente:
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valori del brand;
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identità visiva;
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tono di voce;
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standard;
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reputazione;
-
storytelling;
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coerenza dell’esperienza;
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riconoscibilità nel tempo.
Il Marketing Manager utilizza invece il posizionamento e gli asset del brand per acquisire clienti e generare risultati commerciali misurabili.
Nelle catene alberghiere, il Brand Manager può avere responsabilità trasversali su numerose strutture. Il Marketing Manager può invece essere concentrato su un singolo hotel, una destinazione o un cluster di proprietà.
Hotel Marketing Manager e Sales Manager
Un’altra distinzione importante riguarda il Sales Manager.
Il Sales Manager sviluppa prevalentemente relazioni commerciali dirette con:
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aziende;
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agenzie;
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tour operator;
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DMC;
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organizzatori di eventi;
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associazioni;
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clienti corporate;
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intermediari B2B.
L’Hotel Marketing Manager lavora soprattutto sui canali capaci di generare e convertire domanda individuale, digitale o segmentata.
Marketing e sales devono tuttavia condividere dati, target e priorità commerciali. Separarli completamente significa perdere opportunità e duplicare attività.
Tabella comparativa dei principali ruoli
| Ruolo | Focus principale | Obiettivo prioritario | Strumenti principali |
|---|---|---|---|
| Hotel Marketing Manager | Generazione e acquisizione della domanda | Aumentare traffico qualificato, conversioni e prenotazioni profittevoli | SEO, advertising, CRM, sito, analytics |
| Revenue Manager | Prezzo e inventario | Massimizzare ricavi, RevPAR e redditività della capacità disponibile | PMS, RMS, channel manager, forecast |
| Brand Manager | Identità e percezione | Aumentare riconoscibilità, coerenza e brand equity | Brand guideline, storytelling, PR, standard |
| Sales Manager | Relazioni commerciali B2B | Sviluppare contratti, convenzioni, gruppi ed eventi | CRM commerciale, networking, fiere, account management |
I KPI dell’Hotel Marketing Manager
Il Marketing Manager non dovrebbe essere valutato sulla quantità di follower, sul numero dei post pubblicati o sulla bellezza estetica delle campagne.
Queste metriche possono avere una funzione diagnostica, ma non rappresentano necessariamente un risultato economico.
I principali KPI da monitorare sono i seguenti.
1. Ricavi diretti generati
Misura il valore delle prenotazioni ottenute attraverso i canali diretti.
Il dato deve essere analizzato insieme ai costi sostenuti per generarlo.
2. Direct Booking Share
Indica la percentuale delle prenotazioni dirette rispetto al totale delle prenotazioni.
Formula:
Prenotazioni dirette ÷ prenotazioni complessive × 100
Una crescita della quota diretta è positiva soltanto se non viene ottenuta attraverso costi pubblicitari superiori alle commissioni risparmiate.
3. ROAS
Il Return on Advertising Spend misura il ricavo generato per ogni euro investito in pubblicità.
Formula:
Ricavi attribuiti alle campagne ÷ spesa pubblicitaria
Un ROAS elevato non deve essere interpretato isolatamente. È necessario considerare cancellazioni, IVA, costi tecnologici, commissioni del booking engine e margine reale.
4. CPA
Il Cost per Acquisition misura il costo sostenuto per ottenere una prenotazione.
Formula:
Costo della campagna ÷ numero delle prenotazioni attribuite
Il CPA deve essere confrontato con:
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valore medio della prenotazione;
-
durata media del soggiorno;
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marginalità;
-
commissione che sarebbe stata pagata a un intermediario.
5. Costo totale di acquisizione
È una metrica più completa del semplice CPA pubblicitario perché può includere:
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advertising;
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agenzia;
-
software;
-
commissioni del booking engine;
-
metasearch;
-
produzione dei contenuti;
-
costo del personale;
-
CRM;
-
strumenti di tracking.
L’obiettivo non è massimizzare le prenotazioni dirette a qualsiasi costo, ma individuare il mix distributivo più redditizio.
6. Conversion rate del sito e del booking engine
Misura la capacità del sistema digitale di trasformare le visite in prenotazioni.
È opportuno distinguere tra:
-
visite al sito;
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accessi al booking engine;
-
ricerche di disponibilità;
-
avvio della prenotazione;
-
prenotazioni completate.
In questo modo è possibile individuare con precisione il punto nel quale gli utenti abbandonano il percorso.
7. Revenue per Website Visitor
Misura il ricavo generato mediamente da ogni visitatore del sito.
Formula:
Ricavi diretti ÷ visitatori del sito
È una metrica particolarmente utile perché collega traffico, qualità della domanda, conversione e valore medio della prenotazione.
8. Tasso di abbandono del booking engine
Indica quanti utenti iniziano il processo di prenotazione senza completarlo.
Un tasso elevato può dipendere da:
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prezzi poco competitivi;
-
costi aggiuntivi;
-
scarsa usabilità;
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lentezza;
-
assenza di disponibilità;
-
condizioni poco chiare;
-
mancanza di fiducia;
-
problemi tecnici.
9. Crescita del traffico organico qualificato
Non conta soltanto l’aumento del traffico SEO, ma la capacità di attirare utenti realmente interessati alla destinazione, ai servizi e alla prenotazione.
Il traffico deve essere valutato attraverso:
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query;
-
pagine di ingresso;
-
mercati geografici;
-
tempo di permanenza;
-
interazioni;
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accessi al booking engine;
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conversioni assistite.
10. Performance del CRM
Il responsabile marketing dovrebbe monitorare:
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crescita del database;
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qualità dei consensi;
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tasso di apertura;
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tasso di clic;
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conversioni;
-
ricavi generati;
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tasso di disiscrizione;
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valore delle campagne automatizzate;
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ritorno degli ospiti già acquisiti.
11. Customer Lifetime Value
Il Customer Lifetime Value stima il valore economico complessivo di un cliente nel corso della relazione con l’hotel.
Questa metrica permette di superare la logica della singola prenotazione e giustificare investimenti mirati nell’acquisizione e nella fidelizzazione dei segmenti più profittevoli.
12. Incremento delle ricerche di marca
La crescita delle ricerche contenenti il nome dell’hotel può indicare un aumento della notorietà e dell’interesse diretto verso la struttura.
Deve però essere analizzata insieme alle conversioni, perché notorietà e fatturato non sono automaticamente equivalenti.
Non basta misurare il fatturato lordo
Uno degli errori più frequenti è attribuire successo a una campagna osservando esclusivamente il fatturato generato.
Un Marketing Manager competente deve valutare anche:
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costo del canale;
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costo della tecnologia;
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cancellazioni;
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soggiorno medio;
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tariffa media;
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marginalità;
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eventuali sconti;
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costi di servizio;
-
valore futuro del cliente.
Una prenotazione diretta non è necessariamente più profittevole di una prenotazione intermediata se per ottenerla sono stati sostenuti costi sproporzionati.
Come dovrebbe collaborare con il Revenue Manager
La collaborazione tra Marketing e Revenue dovrebbe prevedere almeno:
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riunioni periodiche;
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calendario condiviso;
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analisi dei periodi di bisogno;
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verifica delle date ad alta domanda;
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controllo del competitive set;
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analisi delle campagne;
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segmentazione dei clienti;
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definizione congiunta delle offerte;
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monitoraggio dei canali;
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lettura dei risultati netti.
Il Marketing Manager non dovrebbe attivare campagne senza conoscere disponibilità, forecast e strategia tariffaria.
Il Revenue Manager, allo stesso modo, non dovrebbe modificare continuamente prezzi e restrizioni senza informare chi gestisce campagne, landing page e comunicazioni commerciali.
Un hotel indipendente ha bisogno di un Marketing Manager interno?
La risposta dipende da:
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numero di camere;
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fatturato;
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complessità distributiva;
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numero di mercati;
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presenza di ristorazione o congressuale;
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quantità di strutture;
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budget;
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grado di digitalizzazione.
Un piccolo hotel potrebbe non riuscire a sostenere economicamente un responsabile marketing full time e tutti gli specialisti necessari.
Può quindi adottare un modello composto da:
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supervisione strategica esterna;
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risorsa interna di coordinamento;
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specialisti verticali;
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agenzia esecutiva;
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collaborazione costante con Revenue e Direzione.
L’errore non è esternalizzare alcune attività. L’errore è esternalizzare l’intera strategia senza mantenere controllo, dati e competenze all’interno dell’azienda.
Come selezionare un Hotel Marketing Manager
Durante la selezione è opportuno verificare se il candidato sappia:
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leggere un conto economico semplificato;
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distinguere ricavi lordi e ricavi netti;
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analizzare i costi di acquisizione;
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interpretare GA4 e i dati del booking engine;
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costruire un piano marketing;
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coordinarsi con il Revenue Manager;
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valutare agenzie e fornitori;
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utilizzare CRM e automazioni;
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comprendere distribuzione e disintermediazione;
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presentare risultati attraverso report chiari;
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definire priorità e budget;
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collegare le attività digitali agli obiettivi economici.
Un portfolio esteticamente gradevole non è sufficiente. Servono casi concreti, risultati verificabili e capacità di spiegare come tali risultati siano stati ottenuti.
Le strutture e i gruppi che intendono costruire modelli manageriali solidi devono inserire il marketing all’interno di una strategia organizzativa più ampia. Esperienze operative e modelli di gestione alberghiera sono approfonditi anche attraverso NecciHotels.it.
Gli errori più frequenti nella gestione del marketing alberghiero
Affidare tutto a una sola risorsa junior
SEO, advertising, CRM, grafica, fotografia, social media e analisi dei dati sono discipline differenti. Pretendere che una singola persona inesperta le gestisca tutte allo stesso livello conduce quasi sempre a risultati mediocri.
Misurare soltanto follower e interazioni
Like, visualizzazioni e follower possono essere utili, ma non sostituiscono prenotazioni, ricavi, margini e costo di acquisizione.
Non configurare correttamente il tracciamento
Senza un sistema di misurazione cross-domain tra sito e booking engine, molte prenotazioni vengono attribuite in modo errato.
Di conseguenza, l’hotel rischia di aumentare il budget sui canali meno efficaci e ridurlo proprio su quelli che producono risultati.
Scollegare marketing e revenue
Promuovere l’hotel senza conoscere domanda, disponibilità e prezzi significa utilizzare il budget in modo inefficiente.
Dipendere completamente dall’agenzia
Un’agenzia può essere un partner prezioso, ma la proprietà deve conservare:
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accesso agli account;
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proprietà dei dati;
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controllo dei domini;
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controllo delle piattaforme;
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conoscenza dei risultati;
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capacità di sostituire il fornitore.
Concentrarsi soltanto sui social
I social media rappresentano uno dei possibili strumenti, non l’intera strategia di marketing.
Il sistema deve integrare sito, SEO, advertising, CRM, reputazione, metasearch, partnership e distribuzione.
Il Marketing Manager incide sul valore dell’hotel
Un’organizzazione commerciale efficace non produce soltanto ricavi nel breve periodo.
Può contribuire ad aumentare:
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qualità della domanda;
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quota di vendite dirette;
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stabilità del fatturato;
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conoscenza del cliente;
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valore del database;
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indipendenza dagli intermediari;
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capacità di previsione;
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reputazione;
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riconoscibilità del marchio;
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marginalità operativa.
Questi elementi possono avere riflessi anche sulla valutazione complessiva dell’azienda alberghiera.
Un hotel che conosce i propri clienti, misura i canali, controlla il costo di acquisizione e dispone di una strategia digitale proprietaria è normalmente più solido di una struttura dipendente quasi esclusivamente dalle OTA.
Quando rivolgersi a un advisor esterno
L’intervento di un advisor può essere utile quando:
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non esiste un piano marketing strutturato;
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marketing e revenue non collaborano;
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il sito genera poche prenotazioni;
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il costo delle campagne non è conosciuto;
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la struttura dipende eccessivamente dalle OTA;
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i dati non sono tracciati correttamente;
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agenzie e fornitori non vengono valutati;
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manca un CRM;
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si desidera riorganizzare il reparto commerciale;
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la proprietà vuole verificare le reali performance del management.
Per riorganizzare la funzione commerciale, coordinare marketing, revenue, distribuzione e controllo di gestione, è possibile approfondire i servizi di consulenza e temporary management di Hotel Management Group.
Conclusioni
L’Hotel Marketing Manager non è il responsabile dei social media e non è semplicemente la persona che commissiona il nuovo sito dell’albergo.
È una figura manageriale che deve essere capace di:
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generare domanda;
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controllare il budget;
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misurare i risultati;
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coordinare fornitori;
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comprendere la distribuzione;
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collaborare con Revenue e Sales;
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aumentare le prenotazioni profittevoli;
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costruire nel tempo un patrimonio commerciale proprietario.
Il marketing alberghiero deve essere giudicato sulla capacità di produrre ricavi netti, marginalità, dati e indipendenza commerciale.
Tutto il resto rischia di essere soltanto comunicazione senza controllo.
Il tuo hotel sta investendo in marketing o sta semplicemente spendendo denaro?
Ogni mese in cui non conosci il costo reale delle tue prenotazioni, non controlli il booking engine e non sai quali campagne producono ricavi stai lasciando margine agli intermediari e vantaggio competitivo agli hotel meglio organizzati.
Smetti di affidare il marketing della tua struttura all’improvvisazione, a report incomprensibili o a fornitori che mostrano soltanto clic e visualizzazioni.
Richiedi un audit della tua strategia commerciale per analizzare:
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sito e booking engine;
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campagne pubblicitarie;
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tracciamento;
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conversion rate;
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posizionamento SEO;
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CRM;
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costo di acquisizione;
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quota di prenotazioni dirette;
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coordinamento tra Marketing e Revenue.
Scrivi subito a info@hotelmarketinglab.it.
Ogni prenotazione non misurata può nascondere un costo. Ogni mese senza una strategia può aumentare la dipendenza dalle OTA.
Il momento di intervenire non è quando il fatturato inizia a diminuire. È prima che il mercato presenti il conto.
FAQ :
Cosa fa un Hotel Marketing Manager?
Definisce e coordina la strategia di acquisizione, comunicazione e fidelizzazione dell’hotel, gestendo sito, campagne, SEO, CRM, contenuti e analisi dei risultati.
Qual è la differenza tra Hotel Marketing Manager e Revenue Manager?
Il Marketing Manager genera e intercetta la domanda, mentre il Revenue Manager ottimizza prezzi, disponibilità e inventario per massimizzare ricavi e redditività.
Quali KPI deve monitorare un Hotel Marketing Manager?
Tra i principali KPI figurano ricavi diretti, ROAS, CPA, costo totale di acquisizione, conversion rate, Direct Booking Share, Revenue per Website Visitor e performance del CRM.
Un piccolo hotel ha bisogno di un Marketing Manager?
Non necessariamente a tempo pieno. Può adottare un modello con coordinamento interno, supervisione strategica esterna e specialisti verticali.
Come si misura il successo del marketing alberghiero?
Il successo si misura attraverso prenotazioni, ricavi netti, marginalità, costo di acquisizione, conversioni e crescita dei canali proprietari, non soltanto tramite follower e interazioni.